MARTYRS (2008)

Uno dei titoli di punta del nuovo horror francese, un pugno allo stomaco senza precedenti ai danni dell'incauto spettatore che cercasse di avvicinarsi alla sala cinematografica non preparato spiritualmente. Con queste premesse ci si aspetterebbe di trovarsi davanti l'ennesima cavolata alla Saw o a qualche clone di Hostel. Invece no, cari miei, Martyrs è il classico film che non t'aspetti ed è proprio quando pensi di aver visto tutto ecco che si ricomincia daccapo. Un film che sembra finire ogni mezz'ora ed ogni volta riparte, merito della sceneggiatura scritta dallo stesso regista Pascal Laugier che riesce a rendere un soggetto altresì banale e stravisto, un qualcosa di nuovo e strabiliante.
Inutile dirvi che anche solo raccontare l'inizio della trama ci si rovinerebbe il gusto di scoprire le cose da soli e io non vi farò questo torto, mi limiterò solo a citare i riferimenti a Suspiria ( (Laugier è un fan diDario Argento ed infatti dedica l'intero film al regista romano), a Clive Barker (sopratutto nel finale), straordinariamente qualcuno troverà anche qualche riferimento ad una vecchia storia a fumetti apparsa sulla rivista Splatter della Edizioni ACME, storia ripresa in seguito anche dal bravo Alex Visani nel suo cortometraggio La Soglia.
Non è comunque un caso che, dopo questo film Laugier sia stato scelto per il remake di "Hellraiser ".

Martyrs si sviluppa in tre fasi distinte che potremmo definire quasi dei gironi, a tratti sembra rievocare La Divina Commedia di Dante con un inferno iniziale sulla terra, un purgatorio e un paradiso finale andando a concludersi con una sorta di spiegazione misticheggiante che sfocia nel beffardo. Non so per quale motivo ma ci ho trovato molto di Society di Brian Yuzna e un ironico riferimento all'ultimo geniale episodio del film "Adrénaline " (ve lo ricordate?). In sostanza un film dal plot narrativo non originale ma strutturato in modo da esprimere nuovi concetti di cinema, con un ottima caratterizzazione dei personaggi, sopratutto le due ragazze protagoniste (Morjana Alaoui e Mylène Jampanoï) , molta violenza (sopratutto psicologica), un pò di Gore (ma poco, pochissimo rispetto a quanto ci si aspettava di vedere) e quella disturbante sensazione che, da un momento all'altro, ci si para davanti qualche scena tratta daFaces of Death. Non ci si spaventa molto ma la tensione è elevatissima, sopratutto perchè Laugier ribalta completamente il linguaggio dell'horror contemporaneo per creare qualcosa di nuovo che non è più un horror, nè un thriller nè un film d'exploitation ma tutto quanto insieme, in un calderone infernale difficilmente dimenticabile.
categoria:masterpieces, gore n splatter, snuff imitation, dark movies, horror and slasher















