À l'intérieur (2007)

Letteralmente un film per stomaci forti questa sanguinolenta prova cinematografica d'oltralpe diretta a quattro mani da Alexandre Bustillo e Julien Maury. Come già detto in precedenza, in occasione della recensione del già violentissimo Frontiere(s), il new horror francese spinge, in questi ultimi anni, la violenza e l'ultra gore a velocità impazzite puntando decisamente a scioccare lo spettatore con donne malmenate brutalmente, sangue, feci e frattaglie miste, senza fermarsi di fronte a nulla. "A L'intérieur" ne è la summa atroce con estremi visivi a tratti insostenibili, basato anch'esso su una trama quasi pretestuosa, girato con inquadrature frenetiche e momenti quasi grotteschi, citazioni ai recenti scontri nelle baileu parigine (in questo caso la protagonista Alysson Paradis è una fotografa che deve fare un servizio sulle contestazioni) e splatter a profusione.

L'inizio è già un biglietto da visita potentissimo, con un incidente stradale appena conclusosi in cui il ragazzo di Sarah è già morto e lei appare in uno stato di evidente confusione. Sarah inoltre è incinta e alcune scene ci mostrano chiaramente come se la passa il feto all'interno (ma attenzione al colpo di scena finale). 4 mesi dopo la ragazza è guarita dalle ferite esterne ma non da quelle interiori, è sempre silenziosa e ingrugnata e rifiuta l'assistenza di amici e parenti nonchè gli inviti a passare la notte di Natale in compagnia. Ma la sera della vigilia, una donna (Béatrice Dalle)bussa alla sua porta, Sarah non apre e questa misteriosa visitatrice dimostra di conoscere tutto di lei. E' l'inizio di un vero e proprio incubo psicopatico a colpi di forbicione giganti, spilli da uncinetto conficcati in gola, facce asportate a colpi di pistola e altre amenità che inducono a storcere la bocca dal disgusto. Il fatto poi che tutto succede a una donna incinta amplifica la tensione generale e dona al film un ritmo forsennato che lascia senza fiato, indicando, nel marasma generale, un unico e disperato messaggio ad una società iperbrutale da cui non si può più stare al sicuro, nemmeno nel caldo ventre materno.

Nonostante il finale risulti a tratti un pò weirdo, il film lascia veramente il segno e ci fa completamente scordare che viene prodotto da un paese comunemente associato alla raffinatezza e al buon gusto. I tempi cambiano anche per il cinema e quello francese non smette mai di stupirci, in questo caso però inizia anche a disgustarci visivamente con picchi efferati che ricordano la nostra produzione di fine anni'70 e primi anni'80, quando a menare le forbici negli stomaci erano Dario Argento e Lucio Fulci.
categoria:gore n splatter, dark movies, horror and slasher














