mercoledì, 19 novembre 2008

BAD KARMA (1991)

Chiariamo subito una cosa, questo film non c'entra assolutamente nulla con quella boiata del 2002 diretta da John Hough con la rediviva Patsy Kensit, quindi fate attenzione quando cercate questa pellicola a non confonderla, cosa tra l'altro difficilissima dal momento che stiamo parlando di un film dal taglio amatorialissimo, girato fra amici e infarcito di delirante splatter e una folta parata di freak.

L'esordio di quel pazzoide di Alex Chandon (che di seguito diventerà il regista videoclipparo del gruppo metal Cradle of Filth) è un mediometraggio no budget che, nonostante gli effetti rustici, la recitazione approssimativa e la totale assenza di tecnica, si ritaglierà negli anni un piccolo ruolo nella storia del cinema di serie Z, un piccolo cult che ogni seguace del weirdo dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. La storia è alquanto pretestuosa ma in appena 40 minuti non si può pretendere trame arzigogolate e del resto la cosa che salta più all'occhio di Bad Karma è la sua profonda onestà d'intenti. Siamo dalle parti di Andreas Schnaas, per intenderci, ma rispetto a quell'immondizia del suo Violent Shit, Chandon non cerca effetti stroboscopici nè sequenze protoautoriali, butta giù un canovaccio e sviluppa il tutto con un ritmo e una serie di trovate che mirano solo all'intrattenimento, senza prendersi troppo sul serio. Il risultato è un carnevale d'efferatezze e trashiume buono per una serata all'insegna del divertimento tra amici, è questo, visto il genere, rappresenta un pregio non indifferente.

La storia vede un gruppo di Hare Krishna schizoidi che irrompono improvvisamente ad una festa casalinga, trasformandosi in irresistibili mostri (di cartapesta, peraltro, ma notevoli) che maciullano e squartano tutti gli invitati in un tripudio di sangue finto e frattaglie. I padroni di casa riescono a fuggire al massacro e si riparano in una specie di bordello sado-maso pieno di freak in borchie e frustini. Qui gli Hare Krishna assassini inizieranno uno scontro all'ultimo sangue con gli inquilini, scontro che culmina in una scena cultissima dove un arancione viene letteralmente sodomizzato con una sega elettrica. Nel bailamme generale irrompono alla fine uno squadrone di redneck armati di mitra che chiuderanno i conti con gli orribili mostri.

Non credo che Chandon mirasse a qualcosa di più che un circo maximo di orrori personali ma volendo si può recepire anche una satira sugli estremismi religiosi che, oggi più che mai, continuano a farci incazzare tremendamente! 


venerdì, 07 novembre 2008

L'INVASIONE DEGLI ASTRONAZI  - IL TRAILER

Questo è il mio primo lungometraggio e visti i precedenti miei lavori e la mia predilezione per il cinema weirdo fantascientifico non poteva che essere un fanta horror demenziale.

La produzione è iniziata verso Gennaio con riprese in molte location e contributi dall'Italia, dalla Spagna e dalla Francia...mostri giganti, astronavi aliene, extraterrestri, messe sataniche, furti telematici..insomma il mio circo cinematografico personale.

Speriamo di finirlo presto ma intanto ecco un assaggino

E' un film indipendente, praticamente realizzato senza budget e senza produzioni alle spalle ma è almeno un tentativo di dire qualcosa di nuovo nello squallido panorama italiano... Se vi piace, per favore, diffondete!

postato da: albylupo alle ore 13:46 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 06 novembre 2008

BLACK DEVIL DOLL FROM HELL (1984)

Quando è stata inventata la parola "Cult" devo aver pensato a questo film, non riesco ad immaginare nessun altro titolo così incredibilmente associabile a quest'epiteto ormai così di moda, di questo mirabile e sorprendente esempio di tarda blacksploitation fatta in casa. Si perchè ad una prima impressione (che resta comunque la più affidabile) il film del sedicente Chester Novell Turner (che riuscirà, non si sa come, nel 1987 a girare una seconda e ultima opera) sembra proprio girato con una telecamera VHS-C, quei primi scarsi prototipi di camcorder che si affacciavano in quegli anni al mercato dei consumatori. Niente pellicola quindi e siamo ancora lontani dal digitale, in questo la sensazione di trovarsi di fronte ad un filmino del matrimonio è ancora più evidente, ma allora, direte, perchè "Cult"?

Prima di scoprirlo è necessario superare una prova: ovvero riuscire a sorbirsi 10 minuti di titoli di testa lentissimi e allietati da una musica infernale con un predicatore che parla in sottofondo con una voce gutturale e soporifera. Se riuscite nell'impresa senza addormentarvi allora si può passare alla fase successiva. Black Devil Doll inizia con delle riprese in una tipica chiesa gospel americana con un prete e un gruppo di parrocchiani rigorosamente black, successivamente l'attrice principale Shirley L. Jones con vestito domenicale da zitella e occhialoni da vista, si reca in un negozio dove compra una specie di bambolone rast con la bocca movibile, tipo quelli dei ventriloqui. La negoziante gli racconta la fola dello spirito che possiede la marionetta ma nonostante questo la nostra se lo porta a casa. Mentre la donna è sotto la doccia, il bambolone si anima, la spia e successivamente la assale in una sequenza al ralenty realizzata più che altro con fotogrammi in fermo immagine talmente confusi che si stenta a capire ciò che accade. Ma il bello arriva dopo, la bambola stende sul letto la nera, la spoglia, inizia a emettere fumo dalla bocca e a ripetere fino all'ossessione "Bitch,Bitch Bitch!", estrae una schifosa lingua piena di crema biancastra e inizia a leccarla tutta. Le scene successive sono al limite della pornografia ma nonostante ansimi e orgasmi si vede poco o niente. Fatto sta che alla tipa dopotutto non dispiace il pupazzone e quando si risveglia, da sola nel letto e scopre che il pupazzo è scomparso, comincia a disperarsi. Eccitata, la protagonista vaga in giro a caccia di uomini ma nessuno sembra soddisfarla come il bambolotto allorchè torna nel negozio e..sorpresa! La bambola è di nuovo al suo posto. La donna lo ricompra e lo riporta a casa ma stavolta invece dell'orgasmo troverà la morte!

Come si legge, il regista Turner ha voluto produrre una storia che ironizza sul moralismo e l'eccesso di religiosità dei neri (e anche dei bianchi) con ampi dettagli, ambientazioni scarse, fotografia inesistente (pensare che dovrebbe esserci pure un direttore della fotografia nei credit!) e una musichetta primitivo elettronica ossessiva e inquietante (mi ci sono fatto anche la suoneria per il cellulare). Gli attori sono al minimo sindacale e gli effetti sono pochi e abbozzati. Ciononostante tutto il film diverte nella sua stramberia e la tipa si rivela persino eccitante, il tutto nel più puro stile weirdo che taglieggia un pò l'estetica ma di sicuro non si dimentica facilmente. Sconsigliato ai puristi del cinema ben fatto!