giovedì, 26 aprile 2007

THE GHASTLY ONES (1968)

Fa un pò ridere pensare che questo sia considerato il capolavoro di Andy Milligan, regista culto del cinema di serie zeta, anche perché parlare di capolavori in questo genere è sempre un po’relativo. Il film si apre con una scena idilliaca, una coppietta che tuba nei prati, agghindata in abiti ottocenteschi con tanto di ombrellino parasole. Di lì a poco però tutto vira decisamente nell’incubo con un rozzo contadino che fa letteralmente a pezzi i due. La cosa strana è che dopo i titoli di testa questo serial killer farmense scompare di scena per fare posto ad una trama di eredità con tre sorelle e mariti al seguito, i quali, per ereditare la fortuna del babbo, evo passare la notte in una casa vittoriana decisamente inquietante. Nell’abitazione infatti vivono due domestiche e il factotum ritardato che divora conigli vivi. C’è poco da stare allegri e difatti, l’allegra combriccola viene decimata progressivamente da un misterioso assassino, nei modi più fantasiosi: a colpi di mannaia, coltello e forcone (il forcone è un’arma caratteristica del cinema di Milligan che troveremo ancora nella sua filmografia).

Primi piani vertiginosi, movimenti di camera sballati e tremolanti, particolari di cattivo gusto (un’inquadratura vede in primissimo piano la schiena nuda di un giovinotto da cui si erge un bel ciuffetto di pelame), attori in perenne stato d’estasi interpretativa, sono tutte caratteristiche del non cinema di Milligan, regista estroso ma raffazzonato, creativo ma tecnicamente instabile. Di certo chi vede un film come The Ghastly ones deve abituarsi ad un’idea diversa di cinema: povero, sporco e volutamente un po’ perverso. La musica di sottofondo prosegue diritta per tutti i settanta minuti e passa del film con archi, violini e pianoforte, senza mai arrestarsi; la tensione è quasi inesistente e gli effetti splatter sono decisamente pessimi (in alcune scene il sangue è palesemente acqua colorata). In conclusione possiamo dare almeno un pregio a Milligan, i suoi films hanno uno stile ben definito e riconoscibile, povero, approssimativo, delirante ma è pur sempre uno stile.

sabato, 21 aprile 2007

FANTAGHEIZ FROM OUTER SPACE (2007)

Da adesso lo potete visionare qui

 

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giovedì, 12 aprile 2007

LADY FRANKENSTEIN (1971)

All'inizio degli anni '70 l'emancipazione della donna aveva sviluppato un movimento irresistibile che cominciava a tessere la sua impronta anche nelle varie forme d'arte e di intrattenimento, non ultimo il cinema. In particolare il genere horror, che aveva sempre visto la figura femminile come una forma passiva identificabile nella preda/vittima inerme  nei confronti del mostro maschio, mutava questo ruolo del gentil sesso trasformandolo in demone, diabolico e sensuale autore delle più spaventose efferatezze. La donna, quindi, mutava ruolo da vittima a carnefice e questo "Lady Frankestein", sottoprodotto italico spacciato per produzione oltreoceanica, ne è un perfetto esempio.

La splendida e magnetica Rosalba Neri è Tania, la figlia del dottor Frankenstein (interpretato da un ammuffito Joseph Cotten), appena uscita dalla scuola di medicina, torna nelle paterne mura per seguire le orme dell'amato genitore, il quale si dimostra restio a coivolgerla nel solito esperimento con parti di cadavere incollate tra loro. Ma il nostro arcinoto barone ha la malaugurata idea di inserire nel corpo del mostro (Paul Whiteman) il cervello di un criminale maniaco appena impiccato. Oltretutto un fulmine sfigura orrendamente la creatura, in modo da renderla giustamente orrenda per un pubblico affamato di mostri. La creatura stritolerà il vecchio scienziato e comincerà un lungo massacro nei confronti dei soliti paesani. A differenza degli altri films del genere, qui troviamo una buona dose di nudità, elemento che comincia in quegli anni a dare ottimi frutti nel cinema horror. La bella Tania, complice l'assistente del padre (Paul Muller) sviluppa a quel punto un inquietante progetto per eliminare l'errore paterno, sostituirà il cervello del muscoloso scemo di corte (Peter Martinov) con quello dell'assistente perdutamente innamorato di lei, allo scopo di fronteggiare la spaventosa creatura. Entrambi periranno abbracciati nella passione di un fuoco purificatore come è d'obbligo in questo tipo di pellicole.

Rosalba Neri  è veramente splendida nel suo personaggio, divorato dalla fame di scienza e dotato del potere della sensuale persuasione, muove i fili degli stupidi maschi e dona a questa rozza pellicola di Mel Welles una nota di merito. Per il resto siamo nel classico filmaccio di serie B con facce poco rassicuranti già durante i titoli di testa (i profanatori di tombe), scene di omicidi alquanto goffe ed una creatura che arranca schiacciata dal peso di un costume non troppo comodo.

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categoria:b movie, ridicolous monsters, italian movies, horror and slasher
giovedì, 05 aprile 2007

INSEMINOID (1981)

Questo è un perfetto esempio dell'imitazione che supera l'originale. Il film del regista culto inglese Norman J. Warren si presenta a tutti gli effetti come una scopiazzatura di Alien, senza ovviamente presentarne la stessa eleganza nè lo stesso budget e si vede, eccome! Tuttavia Inseminoid risulta più cattivo, sanguinolento e decisamente più inquietante della munifica opera di Ridley Scott. Del resto, se poi si parla di originalità anche Alien non è che brilli di luce propria (provate a vedervi It! The Terror from Beyond Space del 1958 e capirete!). Questo british fantahorror, invece, seppur nella sua misera confezione è più veloce, denso d'azione e sottilmente più convincente. La storia vede una spedizione archeologica spaziale su un pianeta ostile che ricorda incredibilmente quello di Terrore nello spazio  di Mario Bava dove una violenta esplosione di strani minerali ferisce un gruppo di esploratori. Rientrati alla base, uno dei due muore e l'altro impazzisce.

Tornati sul luogo dell'esplosione altri due archeologi, un nero ed una donna incontrano una terribile figura aliena che fa a pezzi lui e violenta lei (il tutto all'interno di una serie di scene psichedeliche dove non si capisce se è sogno o realtà). Riportata in laboratorio Sandy (Judy Geeson) urla, strilla, geme e scopre di essere incinta. A questo punto la novella mammina si trasforma in uno psicopatico serial killer che fa a pezzi la spedizione prima di mettere alla luce due orrendi mostriciattoli cannibali. La trama si sviluppa magistralmente e non lascia tempo alla noia, ovviamente per apprezzare appieno il tutto si deve soprassedere sulle scenografie povere, sulle espressioni sopra le righe della protagonista e su certe rozzaggini di un film che dopotutto resta un caposaldo dell'artigianato sci fi dei primi anni 80, privo di alcuna parvenza di moralità e terribilmente attuale con il suo personaggio di madre killer (vi ricorda qualcuno..o meglio qualcuna?). Norman J. Warren sceglie di non mostrare quasi mai i mostri alieni ma punta tutto su quello che è dentro la donna, una madre a tratti disperata ed inerte ma di colpo ferocissima e implacabile.Inseminoid è un film che scava dentro le viscere, letteralmente, ma non si dimentica, sicuro! 

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categoria:anni 80, masterpieces, b movie, sci fi of the z era, gore n splatter
mercoledì, 04 aprile 2007

FANTAGHEIZ FROM OUTER SPACE (2007)

IL nuovo corto della mia casa di produzione LOBOARTS PRODUCTIONS

Questa è la locandina

hostingfiles.net

per vedere il trailer cliccate qui

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=2019968076

oppure se preferite scaricarlo

http://www.loboarts.it/trailer%20fantagheiz%20from%20outer%20space.wmv

presto renderò disponibile il corto in streaming e in download (gratuito ovviamente!)

 

 

 

postato da: albylupo alle ore 23:14 | Permalink | commenti
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domenica, 01 aprile 2007

Fame (2006)

La musica che accompagna l'inizio di questo cortometraggio di produzione filmhorror la dice lunga sul carattere melodrammatico di questi 11 minuti realizzati in seno al progetto "Appuntamenti Letali" edito dalla sopracitata casa di horror movies indipendente e la scrittrice  Alda Teodorani.

Fame è la storia di una famiglia massacrata e, nei ristretti tempi consentiti da un cortometraggio, approfondisce in maniera mirabile lo spessore di tutta la storia, a partire dalla notevole bravura della bambina protagonista, la quale mentre gioca con le bambole realizza uno dei momenti più inquietanti del film. Fa sempre piacere vedere un tentativo riuscito di dare all'horror una connotazione più nobile e gotico ottocentesca, molto vicina alle produzioni Hammer degli anni '50. Fa piacere che in Fame l'horror sia sopratutto tensione e non effettacci splatter di bassa lega. Ottimi gli attori, favolose le atmosfere e, consentitemi di perdonare quella nota trash dell'urlo finale che comunque denota l'appartenenza, per questo  notevole prodotto, all'olimpo del low budget amatoriale!

DURATA: 11 min
REGIA: Mario Alves Rebehy
ATTORI PRINCIPALI: Ciro Rossi, Alessio Casagni, Martina Allegria
SCENEGGIATURA: Alda Teodorani e Francesco Cortonesi
MUSICHE: Stefano Santoni, Marta e Marco Lazzeri
FOTOGRAFIA: Maurizio Gambini 

Miglior sceneggiatura e colonna sonora al The Reign of Horror Short Movie Festival 2007

per visionarlo CLICCA QUI



 

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categoria:underground horror, italian movies