martedì, 27 febbraio 2007

The Horror of Party Beach (1964)

Lanciato al cinema come il primo Sci Fi Horror a tempo di rock e in contemporanea con una serie di divertenti gimmicks per spaventare gli spettatori (avvertimenti, pericolo di morte e manifesti inquietanti) la creatura di Del Tenney è in realtà puro delirio trash con attori che ridono, voci fuori sincrono, balletti da spiaggia a tempo di surf, scazzottate tra teddy boy e bravi ragazzi, amori al chiaro di luna, molto sangue e tanti dialoghi di terza categoria. Perchè interessarsene allora? Ovviamente per i mostri, le più ridicole creature mai apparse sullo schermo dai tempi di The Killer Shrews. Enormi pesci mutanti con squame di stoffa che penzolano, palle da golf al posto degli occhi ed enormi Hot Dog che escono dalla bocca. Probabilmente il realizzatore di cotanto orrore si sarà drogato di brutto prima di progettare questi Sea Zombies! Ma non è tutto, gli attori che indossano i costumi camminano ciondoloni richiamando le movenze dei primati e, ogni tanto, la pellicola viene accellerata dando un senso assolutamente comico a mostri che, nelle intenzioni degli autori, forse avrebbero dovuto far paura.

 

La trama in pratica è questa: su una spiaggia un gruppo di ragazzi balla e fa a botte mentre una barca scarica in mare un bidone di scorie radioattive (non esisteva ancora Greenpeace!). Il bidone disperde il suo contenuto sul fondo del mare dove casualmente uno scheletro umano giace nella melma. A contatto con le scorie il cadavere si trasforma in una specie di Uomo Pesce assetato di sangue umano, la prima a farne le spese è una ragazzina stupidina che fa la smorfiosa con tutti ma, una volta mollata dal fidanzato si fa un bagno al largo dove viene uccisa dal mostro. Il suo cadavere, portato sul fondo, si trasforma in un altro uomo pesce, stavolta i due attaccano una casa con un gruppo di studentesse in vestaglia. L'arrivo dei mostri è segnalato da uno sgradevole odore di pesce! In breve i due cosi fanno un massacro portandosi via qualche ragazzina da tramutare in zombie di mare e così via fino a che uno scienziato scopre che il sodio distrugge questi mostri una volta per tutte.

La grande nostalgia vintage che pervade questo curioso gioiellino di teen surf beach sci fi horror m'impedisce di sconsigliarvelo anche perchè non capita tutti i giorni di vedere ragazze che strillano di terrore davanti a delle salsicce!

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categoria:bianco e nero, ridicolous monsters, sci fi of the z era
domenica, 25 febbraio 2007

Esta Noite Encarnarei no Teu Cadáver (1967)

Il personaggio di Coffin Joe creato dal regista underground brasiliano José Mojica Marins è stato a lungo relegato ai margini della cinematografia mondiale, vuoi per le tematiche esplicitamente nietzschiane proclamate dal malvagio becchino Ze do Caixo, vuoi per la generosa esposizione di sangue, sesso e violenza con cui venivano condite le numerose pellicole dedicate a questo negromante satanico, privo di fede religiosa, unicamente dedito alla ricerca dell'immortalità attraverso il sangue e la realizzazione del suo malvagio sogno di avere un figlio perfetto da una donna perfetta, a costo di numerose vite umane.

Tematiche deliranti ripetute fino all'ossessione tra una risata satanica e l'altra, Coffin Joe si presenta alla superstiziosissima gente del paese dove svolge i suoi macabri affari con mantello e cilindro, barba nera e sopracciglia lupine, uno sguardo che spesso rasenta il demenziale quasi quanto le lunghissime unghie finte che ostenta al suo passaggio, annunciato da una fuga di massa del popolo terrorizzato.

Questo Esta Noite è il seguito del suo maggior successo À Meia-Noite Levarei Sua Alma e parte subito con titoli di testa deliranti e frenetici al punto da ricordare quasi Tetsuo, il capolavoro di Shinya Tsukamoto. Zè, aiutato dal deforme assistente Bruno (Jose Lobo) salva un ragazzino da morte sicura per poi rapire sei donne e torturarle con serpenti e tarantole per cercare la donna perfetta che gli darà l'immortalità attraverso il figlio perfetto. Zè la troverà grazie a Laura (Tina Wohlers) figlia del colonnello, ma una maledizione lanciata da una delle sue vittime gli impedirà di realizzare il suo folle progetto. Nonostante la povertà dei mezzi José Mojica Marins  è un regista eccentrico e visionario, con un grande gusto per la fotografia che, grazie ad un ottimo bianco e nero svolge la sua funzione in modo a dir poco eccezionale, rasentando lo straordinario nella parte in cui Zè sogna a colori un delirante inferno dove diavoli in tanga inforcano parti di uomini e donne sanguinanti appese al soffitto. Nel finale poi si assiste ad un vero e proprio bagno di sangue con Zè che massacra alcuni suoi aggressori a colpi di accetta nel cranio e con rasoi attaccati alle scarpe (Non vi ricorda un certo Ichi the Killer?) Riguardo ai contenuti, poi, quello che colpisce, è il costante accanimento nei confronti della religione, accanimento che raggiunge lo zenith nel finale quando il prete da una croce al becchino per impedirgli di essere linciato dai popolani incavolati. Zè dapprima la rifiuta ma quando finisce nelle sabbie mobili e gli scheletri dei suoi omicidi risalgono dalla palude capisce che Dio esiste anche se troppo tardi. Se cercate il delirio più assoluto ma cercate anche la qualità cinematografica di un grande regista sommerso, posso garantirvi che troverete tutto ciò in uno dei capitoli malati della folta filmografia di Coffin Joe, icona dell'horror da scoprire...con una risata!

 

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categoria:psychotronic movies
giovedì, 22 febbraio 2007

Bloodsucking Freaks (1976)

Conosciuto anche con il titolo quanto meno esplicito “The Incredible Torture show”, questo infame prodotto del regista di Joel M. Reed ricalca più o meno fedelmente il cinema grandguignolesco di Herschell Gordon Lewis ed in particolare uno dei suoi capolavori “The Wizard of Gore”.

Protagonista della vicenda è il trucido Sardu (Seamus O'Brien), sorta di prestigiatore del male che insegna uno spettacolo dove tortura e uccide sadicamente giovani pulzelle rapite per l’occasione dal suo malefico scagnozzo, il nanetto Ralphus (Luis De Jesus stella del cinema dei porno con i nani) che per tutto il film ridacchia e fa balletti dementi mentre scanna le sue vittime. Lo spettacolo prevede mutilazioni a go-go con un unghie strappate, braccia segate, occhi sviscerati ed altre allegre amenità.

 

Ma c’è di più, Sardu tiene in cantina un gruppo di donne nude, chiuse in gabbia, che nutre esclusivamente con carne umana. Ogni tanto viene a trovarlo un medico ancora più sadico di lui che si fa pagare in natura, Sardu infatti gli concede di fare quello che vuole ad una ragazza in una delle sequenze più aberranti di tutta la storia del cinema. Il medico, fischiettando, cava tutti i denti alla tipa e poi si fa fare una fellatio dalla bocca sporca di sangue per poi aprire un foro nel cervello e succhiarselo attraverso una cannuccia. Persino Sardu, di solito abituato a tutto, non resiste a tale nefandezza e butta il pazzo tra le cannibalesse. Possiamo fermarci qui per quanto riguarda Bloodsucking Freaks, ripescato anni or sono dalla Troma e rimesso in distribuzione con questo titolo (in realtà non molto attinente alla trama ….ma sappiamo come funziona con Kaufman & soci!).

Un gretto esempio di cinema gore ed estremo ma anche un pugno nello stomaco non ancora indebolito dal tempo e da una platea ormai abituata al peggio…e con Bloodsucking non c’è proprio limite!

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categoria:gore n splatter
mercoledì, 21 febbraio 2007

Nuovo Template!!

Ecco qua, con un pò di pazienza mi sono dedicato al restyling del blog, veramente troppo basic per i miei gusti, spero risulti gradevole...

cercherò comunque di migliorarlo in futuro!

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categoria:
domenica, 18 febbraio 2007

Santo y Blue Demon contra el doctor Frankenstein (1974)

Pur non avendo visto tutta la sconfinata filmografia dell'enmascarado de plata, posso dire questo episodio diretto da Miguel M. Delgado è uno dei migliori, ovviamente nei limiti qualitativi che una serie cinematografica costruita ad hoc per il celebre lottatore messicano El Santo, può avere. Si tratta di pellicole a basso costo con una trama risibile ed alquanto ingenua infarcita di generose riprese dei suoi celebri combattimenti, con attori infimi, dialoghi deliranti ed un messaggio di fondo più che altro adatto ai gusti dei bambini degli anni settanta. Siamo quindi lontani anni luce dal parlare di capolavoro o semplicemente di film horror. Eppure El Santo ha ridisegnato così la sua fama, attraverso la ripetizione continua del suo eroismo da ring, riuscendo a catalizzare l'attenzione del pubblico anche fuori dai confini del mercato messicano. Oggi El santo è considerato una sorta di demodè nel cinema di genere, una specie di mascotte di quello che rappresenta un glorioso passato dell'exploitation in generale.

L'accostata con il suo alter ego dalla maschera turchina Blue Demon (Alejandro Cruz) crea momenti di assoluto weird quando cenano insieme al ristorante, in compagnia di due belle chicas, ben vestiti ma con le loro inquietanti maschere al volto. Maschere che sono costate ad El Santo la progressiva deformazione del volto ma uno straordinario momento di successo, di fama e denaro. Questa sorta di autoidolatria del personaggio, lo ha portato ha combattere contro avversari umani e disumani, assassini e medici pazzi come il sedicente nipote del dottor Frankenstein (Jorge Russek), ringiovanito grazie ad un siero e intento a trapiantare cervelli da una ragazza all'altra, aiutato dal mostruoso Golem, un nero con la cicatrice in fronte che viene radiocomandato per uccidere. Anche in questa pellicola ci sono lunghe riprese degli incontri dei due eroici wrestler ma anche un sacco di azione, pugni, calci e tanto eroismo d'accatto che però all'epoca funzionava alla grande. Insomma lo si può valutare per quello che è, ma ancor oggi questo film si presenta divertente e pieno di situazioni al limite del ridicolo: si ride a crepapelle ma non ci si annoia davvero! 

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categoria:psychotronic movies
mercoledì, 14 febbraio 2007

Terror Firmer (1999)

Potremmo considerarlo l'"Effetto Notte" di Lloyd Kaufman, geniale patron della mitica casa di produzione ultra trash Troma Entertainment  se non fosse che accostando "Terror Firmer" a François Truffaut potremmo scatenare una rivoluzione da parte di quei critici puzza al naso che amano solo il cinema narcotico.  Questo più che un film sembra però un'enorme, volgare baracconata dove qualsiasi cosa viene estremizzata ai massimi livelli. Durante le riprese di un capitolo della saga di The Toxic Avenger il regista (che qui assume il nome di Larry Benjamin, si presenta cieco e piscia come un idrante) vede gradualmente decimarsi la sua troupe di punk e freak, puttane e lardosi da un misterioso serial killer vestito come una dark lady dalla voce squillante che si aggira per gli studios compiendo massacri oltre le righe: strappa a mani nude il feto a un'attrice, infila nelle scale mobili il produttore ciccione, butta in padella il cervello ad un cocainomane, ecc. ecc. il tutto con un estremismo che rasenta l'humor ma che di fatto, da una parte non impressiona e dall'altra non fa ridere. Il numeroso cast che compone questa ambiziosa prova del buon Kaufman trasforma tutta la pellicola in puro Camp movie con riferimenti a Steven Spielberg (l'assassino lo adora) ed al cinema in generale. Insomma più che un film vero e proprio Terror Firmer sembra una riflessione tutta personale sul modo di fare cinema della Troma, il suo manifesto di ribellione nei confronti di Hollywood e degli spettacoli preconfezionati.

Non nego che un film del genere possa lasciare disgustati almeno l'80% degli spettatori convenzionali, non nego che anche gli amanti dell'horror e dello splatter (qui distribuito a largo consumo) possano trovare (Si! Persino loro!) la pellicola ributtante tuttavia il cinema di Kaufman è uno dei più vivi di questi ultimi vent'anni ed il suo contributo alla causa che perseguono i fan del genere non è da sottovalutare. Certo scene come quella del ciccione che assaggia a cucchiaiate la merda fuoriuscita da un cadavere fanno venire voglia di alzarsi e andare in bagno a vomitare sul Mereghetti!

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categoria:trash movie
giovedì, 08 febbraio 2007

ULTIMO SPETTACOLO (2004)

Questo del dotatissimo regista perugino Alex Visani non solo è uno dei più bei corti horror degli ultimi anni ma è persino ormai rivestito di un'aurea da cult. Pensate ad un regista che in altri posti del mondo oggi sarebbe arrivato a livelli di Eli Roth, Neil Marshall e tutta la casta dei nuovi registi horror.

Chissà magari verrà riscoperto fra vent'anni ma io non ho tutto questo tempo da buttare e lo voglio scoprire adesso. Ultimo spettacolo è una delle sue produzioni low budget, realizzate tra amici ma cazzo! Danno la birra al mondo del cinema! Non corriamo il rischio di perderlo adesso, incensiamo il lavoro di Alex Visani, uno dei più promettenti registi italiani in quest'epoca buia.

Ultimo spettacolo è un horror che lavora esclusivamente sull'atmosfera, citando Shining e Carnival of souls, un'atmosfera che per 15 minuti vi ammorberà la mente ipnotizzandovi con il suo stile lisergico.

Perchè c'è chi pensa che bastino due budella squartate per fare un horror....

Horror è sopratutto paura e "Ultimo spettacolo" ci regala anche questa oltre ad ottimi attori (Raffaele Ottolenghi Walter Tamburi Marco Ottolenghi Giovanna Villella) , una splendida fotografia (Marcello Benvenuti ) e una colonna sonora eccezionale  (Pierluigi Caramel) che prosegue per altri minuti alla fine del film.

Io, da parte mia, ho già contribuito al suo nuovo corto, se volete farvi del bene regalatevi "Ultimo spettacolo" costa solo 8 euro (con altri due film in aggiunta "La soglia" e "Carne morta" anch'essi belli e geniali) + spese di spedizione. www.alexvisani.com

 

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categoria:underground horror
martedì, 06 febbraio 2007

GAME OVER La Droga del Futuro (2004)

Con un blog come il mio trascurare l'horror underground italiano degli ultimi anni sarebbe un errore imperdonabile quasi quanto pensare che non esista un cinema alternativo alle "Notti prima degli esami" e ai Muccino del momento. Se ci si addentra un pò nelle cinematografie nascoste, nei meandri di quel gruppo di amatori del cinema che cerca disperatamente di emergere in un mondo difficile, si può trovare qualche vero e proprio talento nascosto come il toscano Marco Ristori, regista di questo cortometraggio realizzato con quattro soldi ma in grado di dare la birra a produzioni ben più impegnate.

Due ragazzi davanti ad uno stabilimento attendono di partecipare ad un esperimento che gli darà un pò di grana. Una nuova droga che altera la percezione dei propri viaggi lisergici. Peccato che per loro l'effetto sarà completamente differente...questa è in sostanza la trama... il primo dei ragazzi diventa vittima di un chirurgo pazzo che gli taglia sadicamente la pianta del piede, l'altro si trova a combattere contro due mostri nello squallore di una fabbrica abbandonata. E proprio queste ultime scene rappresentano il futuro di Marco Ristori: un action Horror mirabilmente diretto e ben fotografato con un montaggio professionale. Qalche effetto splatter magari si poteva fare meglio ma l'atmosfera in cui viene mostrato compensa appieno la povertà di mezzi che spesso, come in questo caso, sviluppa un'interessante creatività.

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categoria:underground horror
sabato, 03 febbraio 2007

Guinea Pig: Devil's Experiment 

(Za ginipiggu: Akuma no jikken, 1985)

43 minuti di puro sadismo per un film che ha fatto il giro del mondo, ispirato omicidi ad un pedofilo, ritirato, censurato, posto sotto investigazione da FBI e CIA. Niente male per una pura e semplice imitazione dello snuff movie in cui un gruppo di loschi orientali vestiti di nero catturano una giovane ragazza e la sottopongo ad una serie di torture e violenze, sia fisiche che psicologiche, mentre in sovraimpressione scorrono, in modo preciso e didascalico, il numero di sberle e di calci, la temperatura dell'olio bollente versatole addosso, il numero di ore a cui la vittima viene sottoposta all'ascolto forzato di rumori assordanti ed il numero di giri sulla sedia sulla quale la vediamo roteare. In tutto questo colpisce la semplice e pura passività, tipica delle donne orientali, a subire ogni tipo di atrocità. Benchè si veda legata in modo blando, non cerca di fuggire, semplicemente dorme, geme, ogni tanto strilla ma per il resto soffre quasi in silenzio. Una perfetta metafora degli esperimenti di vivisezione animale trasfigurata sull'uomo, ed il titolo la dice la lunga sulle intenzioni del film (Guinea pig è infatti il porcellino d'india utilizzato come cavia per gli esperimenti medici).

Il finale vede la scena più atroce con un ago infilato nell'occhio dopo che la ragazza era stata letteralmente sommersa di vermi e frattaglie animali. Guinea Pig, capostipite di una serie di film estremi giunta al 6° capitolo più un "making of" che spiega come in realtà fosse tutto finto (gli effetti di make up sono in ogni caso veramente realistici), è la negazione stessa del cinema, non ci sono dialoghi nè storia ma solo la compiaciuta, voyueristica telecamera che inquadra ogni dettaglio sanguinolento e l'infinito martirio della cavietta, ormai trasformata in animale. Ci potremmo anche leggere una metafora sulla condizione femminile in Oriente (ma anche nel resto del mondo), ci potremmo leggere una critica sociale sulla fame di violenza della gente, ci potremmo leggere migliaia di metafore ma anche, è più semplicemente, una divertita ragazzata di un gruppo di nipponici che ha voluto prendere in giro il mondo del cinema e............ (cazzarola!)....ci è veramente riuscito!

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categoria:snuff imitation