martedì, 23 gennaio 2007

IT CAME WITHOUT WARNING (1980)

Sorta di slasher fantascientifico, il film di Greydon Clark anticipa di qualche anno il tema dell'alieno cacciatore di umani utilizzato, con maggior dispiego di mezzi ed effetti speciali, in Predator. Uscito in Italia con il titolo "Caccia ai terrestri", It came without warning è ambientato in uno scenario lacustre dove le prime vittime del mostro cacciatore sono due cacciatori, di seguito tocca ad un gruppo di Boy scout. Due coppiette si recano sul lago del terrore per pomiciare ma un paio di loro scompaiono, l'altra coppia Greg (Christopher S. Nelson) e Sandy (Tarah Nutter) troveranno i cadaveri in una baracca abbandonata, ricoperti di liquido giallastro. L'alieno (che non vedremo quasi mai se non nel finale) uccide le vittime lanciandogli contro strane meduse aliene con enormi tentacoli che s'infilano nella pelle.

I due ragazzi terrorizzati, finiscono in un bar dove incontrano due cacciatori (interpretati da un duo magistrale quale Jack Palance e Martin Landau), ma uno dei due vecchietti pensa siano loro gli alieni e cerca di braccarli a sua volta. Sarà il buon Jack Palance a sconfiggere l'orrendo alieno con una trappola che purtroppo gli costerà la vita. Siamo di fronte ad un onesto B movie con tante idee ma altrettanti difetti di lavorazione, un buon cast (ci sono anche Neville Brand e Cameron Mitchell) e una tensione ben sviluppata, sopratutto verso il finale, nell'attesa insostenibile dei due ragazzi nascosti in una vecchia baita disabitata.

Divertente l'idea di un alieno che lancia meduse come se fosse un ninja e il trucco del mostro non è affatto male (l'extraterrestre ha il testone, gli occhietti e un volto abbastanza inquietante). Non manca anche l'action e momenti deliranti ma alla fine si rimane contenti nell'assistere a queste piccole opere che tanto hanno dato al cinema di sci-fi. 

 

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categoria:b movie
giovedì, 18 gennaio 2007

The Addiction (1995)

"Non siamo Malvagi perchè facciamo del male ma facciamo del male perchè siamo malvagi"

Girato in un cupo bianco e nero, questo incubo vampirico di Abel Ferrara è anche e sopratutto una riflessione sulla condizione umana, sulla cattiveria dell'uomo, insita nel suo io più profondo. In una New York disintegrata da una degradazione sempre più incisiva, la studentessa in filosofia Kathleen Conklin (Lili Taylor) viene morsa da una sciantosa vampira (Annabella Sciorra)ironicamente chiamata Casanova che dà inizio alla sua strana tossicodipendenza ematica. Dapprima Kathleen si accontenta di succhiare sangue ad un barbone con una siringa ed iniettarsi il sangue rubato nelle vene ma poi la belva interiore che cresce dentro il suo corpo, la porta ad aggredire giovani professori di colore, piccoli teppistelli e le sue colleghe studentesse, in un delirio che culminerà nella sua festa di laurea trasformatasi, per l'occasione, in un'orgia di sangue .

Ferrara ostenta fotografie di campi di concentramento nazisti, stermini di massa in Vietnam ed in Bosnia quasi a sottolineare che l'orrore vero non è il truce dramma vampiresco della nostra eroina ma il mondo che la circonda, ben più feroce dei vampiri, ormai relegati a drogati insaziabili, privi di qualsiasi controllo da questa nuova droga che li devasta nel profondo. Durante le sue scorribande Kathleen conosce Peina (Christopher Walken) vampiro normalizzato che ha vinto la sua tossicodipendenza fino a tornare ad essere quasi umano ma si rivela alla fine un parassita pronto a recepire il suo pasto comodamente seduto nel suo divano. Il finale, emblematico, vede Kathleen portare fiori sulla propria tomba, una nuova rinascita sotto la croce di un monumento funerario ma anche un monito ipercattolico con il quale, costantemente, Ferrara crocifigge tutta la razza umana, i veri succhiasangue, i veri mostri ai quali con forza e convinzione bisogna dire " vattene, lasciami in pace!"

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categoria:dark movies
mercoledì, 10 gennaio 2007

KRIMINAL (1966)

Nonostante il fumetto ispiratore, realizzato da Max Bunker per la mitica Editoriale Corno, si ispirasse in maniera evidente a Diabolik, il film di Umberto Lenzi fu realizzato due anni prima della pellicola di Bava, lanciando in Italia l'ondata di Comics Movie ispirati al mondo del crimine mascherato.

Kriminal, interpretato da Glenn Saxson, comincia con l'esecuzione del villain mascherato da scheletro nelle carceri londinesi, reo di aver rubato nientemeno che la corona reale. Per rinvenire il maltolto l'ispettore Milton (Andrea Bosic) finge una falsa evasione del ladro per poi farlo inseguire dalle guardie in borghese fin dentro il suo nascondiglio. L'operazione fallisce ma Kriminal restituisce lo stesso il reale malloppo, non potendo smerciarlo. Beffardo, altezzoso e terribilmente antipatico, Kriminal si dirige verso Istanbul per rubare preziosissimi diamanti trafugati dalla solita bellona di turno (Helga Liné), lessa nella sauna una vecchia babbiona che cerca di frodare i Lloyd inglesi, sfregia al vetriolo il marito della bellona (Ivano Staccioli) e fugge su un treno inseguito da Scotland Yard e dalla polizia turca. Nel finale non è chiaro se il criminale verrà preso o meno, ma questa ambiguità servirà solo per dar vita al seguito nel 1968 con il titolo "Il Marchio di Kriminal ". Umberto Lenzi dirige con mano sicura ed esperta un action movie puro, memore delle spystory che andavano in voga allora e con un taglio fumettistico accattivante. Peccato che la sceneggiatura, a volte, perda colpi rendendo confusa la trama e sminuendo alcuni personaggi che sarebbe stato interessante approfondire. Se poi si vuol essere pignoli un minimo di cattiveria in più non avrebbe guastato al personaggio, magari con un attore un pò più espressivo della maschera da morto che indossava.

 

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categoria:psychotronic movies
lunedì, 01 gennaio 2007

LA VENGANZA DE LA MOMIA (1971)

Appare inevitabile, trattando cinema di genere, dover prima o poi parlare del Santo, lottatore imbattuto in Messico alla fine degli anni '60, meglio conosciuto come "El enmascarado de Plata", l'uomo dalla maschera d'argento, una sorta di passamontagna con cui Rodolfo Guzman Huerta ha celato la sua identità durante tutta la sua carriera come wrestrel e attore in qualcosa come 53 film che spaziavano nei generi più disparati. Kungu fu, Spionaggio, avventura e soprattutto Horror erano le trame delle pellicole in cui si cimentava colui che per anni è diventato una sorta di eroe nazionale messicano, nascosto perennemente dietro una maschera che manteneva anche nella vita privata fino a diventare parte della sua conformazione facciale, modificandone irrimediabilmente i tratti del viso. Santo, arrivato da noi con il nome di Argos, ha combattuto contro tutti i mostri classici, da Frankenstein a Dracula, ai Marziani e nello specifico la Mummia.

Ovviamente la Mummia in questione è una mummia maya, della etnia Opacha, di nome Nanoc, una sorta di sacerdote innamorato di una vittima sacrificale che decide di profanare la tradizione sanguinaria dei sacrifici umani, rapendo la ragazza e per questo condannato alla sepoltura eterna. La spedizione organizzata dal professor Romero (César del Campo), uno svanito scienziatello davvero spassoso, consta del Santo come guardia del corpo. Questo non impedisce a Nanoc di risorgere dalla tomba e trucidare i profanatori. Solo Santo alla fine riuscirà a sconfiggere il mostro e a scoprire chi c'è dietro alla maschera di morto che ciondola per tutta la pellicola del grande René Cardona (il cui figlio ha proseguito la tradizione registica con film altrettanto weird anche se più sanguinosi). Sia all'inzio che alla fine Santo combatte sul ring e per circa mezz'ora assistiamo alle sue prodezze nella Lucha Libra col pubblico eccitato a testimoniare un mito dell'epoca diventato una vera e propria icona per il Messico e per noi accaniti divoratori di pellicole assurde come quella di cui vi ho appena parlato.

postato da: albylupo alle ore 23:22 | Permalink | commenti
categoria:psychotronic movies