UNE VRAIE JEUNE FILLE (A Real Young Girl, 1976)

La seconda prova registica della francese Catherine Breillat (per intenderci, quella che ha portato Rocco Siffredi a recitare in un film "serio" come Romance ) è un viaggio nelle turpitudini adolescenziali che oscilla tra arte e cattivo gusto, la regista non ci risparmia nulla, dal dettaglio del cerume estratto da un orecchio al primo piano della vagina di Alice (Charlotte Alexandra) che orina fuori e dentro la tazza per poi passarci sopra il piede nudo, passando per la scena allucinante in cui Jim (Hiram Keller) le infila un lombrico in mezzo alle cosce con estrema dovizia di particolari. La protagonista è una ragazzina in piena pubertà che torna a casa per le vacanze carica di ormoni e desiderio, troverà ad attenderlo un padre fedifrago e una madre in piena crisi di mezz'età. Del resto anche Alice mostra qualche segno di turbamento, gira di notte con le mutandine abbassate, si sdraia nuda sulle rotaie del treno, si penetra con una bottiglia e sogna di copulare con l'aitante manovale di una segheria (Jim), ma il sogno e la realtà sono due cose differenti ed Alice si troverà a rifiutare le avance del ragazzo per paura di rimanere incinta.


La crudezza delle immagini e la assennata ricerca del particolare shock è in perenne contrasto con l'approccio erotico filoadolescenziale della pellicola ma del resto la Breillat cerca nel realismo estremo la sua identità registica ed il film scorre via con immagini intense e percezioni di un mondo vero e crudele nella provincia francese. Forse la storia, di per sè, è un pò piatta e sbrigativa ma la ricerca stilistica copre la semplicità della trama stuprando lo spettatore innocente e trasformandolo in vittima sacrificale della realtà filmata. Dopo tutto quello che vediamo in questo film è quello che vediamo ogni giorno guardando nella tazza del cesso dopo aver defecato.










