mercoledì, 28 giugno 2006

Il Dottor Ekkel (2004)

Va bè, questo è un cortometraggio di fantascienza che ho realizzato io, è ambientato dopo l'anno 7000 sul pianeta Amaranto, dimora del Dottor Ekkel e dei suoi androidi, minacciati dal terribile EVIL signore dei Titanici che minaccia di sferrare l'attacco finale!

Girato tra Milano e Otranto, è un progetto durato 5 anni per via degli scarsi mezzi con cui è stato realizzato. Gli effetti sono realizzati con materiali riciclati, schiuma da barba, alcool, pezzi di ferraglia e lampade di vari colori.

Non è sicuramente un film all'altezza di quelli che recensisco ma spero comunque di strapparvi almeno qualche risata.

Buona Visione!


Diretto da Alberto Genovese

Durata 12 minuti circa

Interpreti: Alberto Genovese, Alessandro Saponaro, Valentina Stamerra

Musiche: Alberto Genovese

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domenica, 25 giugno 2006

Meet The Feebles (1989)

Meet The Feebles - Hell hath no fury like a psycho hippo with a heavy machine gun

Peter Jackson è un artista geniale che ha trovato subito la propria collocazione nell'olimpo del cinema, troppo in fretta a mio avviso, visto che non ha potuto, nei suoi esordi a briglia sciolta, realizzare più capolavori come questa sorta di "The Muppet Show" per adulti in cui le personalità dei pupazzi animati vengono così avvicinate a quelle degli esseri umani da rendere questo cartoon un film più vero del vero.

 

Sotto certi aspetti meet the feebles riproduce l'anarchia e  il cattivo gusto per l'estremo dell'ormai consacrato Bad Taste facendovi apparire, in una veloce comparsata, anche uno degli alieni mangiatori di humanburger!

La storia si svolge in un teatro dove "meet the feeble" è il nome dello show in preparazione, il tutto viene gestito dal losco tricheco Bleach che si tromba la gatta Samantha, spaccia droga e gioca a golf con un cinghiale punk mafioso. All'interno di questa folle location si alternano numeri di cabaret in stile Monthy Python a intrallazzi della peggior telenovela trash che mai mente malsana al mondo avrebbe osato rivelare. Troviamo Harry the rabbit, dedito ad orgette varie, intento a riempirsi di pustole, il dr. Quack sospetta una malattia venerea e uno schifoso moscone che mangia merda a cucchiaiate minaccia di ricattarlo. Sid l'elefante invece viene perseguitato dalla gallina Sandy affinchè riconosca il figlio della loro colpa. Lo schifoso ratto Trevor si dedica a filmini sadomaso con una mucca vestita di borchie e cuoio e vuole irretire la tenera cagnetta sandy innamorata del porcospino wolbert. Il coccodrillo Louie è invece un tossico veterano del vietnam che rifà, in un delirante flashback alla Platoon, la roulette russa de Il cacciatore.In tutto questo si snoda la tragedia di Heidi, l'ippopotama primadonna dello spettacolo che, all'ennesima ferita infertagli dal suo innamorato Bleach, impugnerà il kalashnikow per un massacro finale degno di Taxi Driver.

L'anarchia regna sovrana in questo film, nella miglior tradizione dissacratoria di personaggi squallidi che diventano pupazzi animati quasi a voler sottolineare la morte dell'infanzia, Jackson non risparmia nessuno ma ci offre un finale alla Animal House  in cui scopriremo cos'è successo ai gommosi personaggi di questo assurdo capolavoro.

All'altezza e forse superiore di Bad Taste, Meet the feebles ci ha confermato purtroppo che certi lampi di genio nascono solo facendo di necessità virtù con budget ristretti e costituiscono il più feroce, meraviglioso esempio di vero cinema.

 

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categoria:masterpieces, trash movie, punkie junkie
mercoledì, 21 giugno 2006

The Amazing Trasparent Man (1960)

Non ci sono grossi particolari, degni di nota, in questo filmetto di serie C1 diretto da Edgar G. Ulmer, regista del ben più noto The Black Cat  (caratterizzato dalla presenza di una straordinaria coppia di attori horror come Boris Karloff e Bela Lugosi). Si tratta di una rielaborazione di The Invisible Man a cui è stato modificato il titolo in "trasparent" in modo da far sembrare la storia qualcosa di nuovo.

In realtà assistiamo alla fuga di Joey Faust (Douglas Kennedy) criminale da quattro soldi che, dopo essere evaso dal carcere con l'aiuto di Laura (Marguerite Chapman), si rifugia nella casa di un ambiguo Maggiore Krenner (James Griffith) che ricatta il Dr. Ulof (Ivan Triesault) per fargli condurre esperimenti sull'invisibilità da utilizzare per scopi militari. Il buon Faust (???) verrà usato come cavia e contemporaneamente come rapinatore invisibile per procurarsi il radio necessario agli esperimenti. Ovviamente il piano va male perchè Faust comincia a riapparire nel bel mezzo di una rapina in banca. Il finale raggiunge l'apoteosi dell'esplosione atomica (pare che tutte le case, a quell'epoca dovessero esplodere con il fungone..mah!) e il conseguente pippotto filosofico del dottor Ulof. Diciamo che manca un pò tutto, effetti dozzinali,  dialoghi ridicoli, azione rarefatta e scoordinata, improbabilità della trama...insomma un film di serie B tipico degli anni '50 ma uscito irrimediabilmente tardi e conseguentemente snobbato da spettatori e critici, senza neanche la minima speranza, un giorno, di diventare un cult.

Del resto quale miglior destino per un film che parla di invisibilità se non l'invisibilità stessa? 

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categoria:bianco e nero, sci fi of the z era
sabato, 17 giugno 2006

The Call of Cthulhu (2005)

Sentito omaggio ad una delle storie più belle di H.P. Lovecraft che si trasforma in un altrettanto meraviglioso omaggio ai film muti degli anni 20, questo corto di Andrew Leman e Sean Branney  è una rielaborazione oltremodo fedele di tutti gli effetti, le architetture e le recitazioni della giovinezza del cinema. Non mancano le strutture espressonistiche di quel capolavoro di Robert Wiene che è Il Gabinetto del Dottor Caligari, le atmosfere nebbiose ed oscure del Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Murnau ed il meglio del cinema visionario e surreale di Fritz Lang, peccato solo che questo piccolo film (dura appena 47 minuti) sia girato nel 2005!

 

Ma cazzo, a vederlo vi parrà veramente di fare un tuffo nella preistoria del cinema. Girata senza sonoro ( a parte una struggente colonna sonora) con didascalie al posto dei dialoghi, la pellicola si rifà fedelmente al racconto del pazzo visionario di Providence che seppe trasformare le sue visioni sugli antichi (creature immaginarie che dominavano il mondo prima dell'uomo) in un'epopea letteraria da cui ancor oggi traggono spunto libri e film sia del genere fantasy che del settore horror.

Creature a passo uno (il mostro alla fine del film è qualcosa di indescrivibilmente bello), onde del mare ricreate artificialmente con tendoni semoventi, persone truccate come cadaveri da chili e chili di cerone, automobiline d'epoca e scenografie da incubo munchiano rendono la visione di questo film un esperimento affascinante di come il cinema, oggi, sia in grado di ricreare il passato del cinema stesso nel medesimo modo  in cui il cinema di una volta riusciva a realizzare i film di oggi. Segno che il cinema stesso non ha barriere temporali e può correre, come una macchina impazzita, su e giù per i secoli e farci vivere ancora la passione e la follia che dominava i pionieri della settima arte.

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categoria:bianco e nero, masterpieces
mercoledì, 14 giugno 2006

THE DEVIL'S REJECT
(La Casa del diavolo, 2005)

Lontano dall'hype del momento mi sono finalmente deciso a parlare di questa seconda prova di Rob Zombie del quale ammiro, musicalmente parlando, sopratutto il periodo white zombie. Devo dire però che, gradualmente ho cominciato ad interessarmi al suo cinema così derivativo. L'eterno gesto del citare classici horror hanni '70 è una delle peculiarità principali dell'ultima scuola del brivido, nel cinema americano  e inglese (vedi appunto Cabin Fever, Wrong Turn ed i vari remake con cui continuano a subissarci i cinema).

E' anche vero che l'horror si tramanda generazione d opo generazione, diventando una vera e propria scuola con maestri come John Carpenter, George A. Romero e Tobe Hooper.

Rob i classici li conosce certo molto bene e continua ad abbeverarcisi imperterrito. Se, nella House of 1000 Corpses si ispirava ai gimmick di William Castle, ai blood movie di Al Adamson con una serie di trovate visive a dir poco geniali, qui si lancia in qualcosa di meno sperimentale alla ricerca di un cinema puro, con spunti tarantiniani e molti rimandi a Le Colline hanno gli occhi. Fa lavorare due stelle dell'horror anni '70 come Ken Foree (il nero in Zombi) e Michael Berryman ( impagabile freak de Le Colline hanno gli occhi e Qualcuno volò sul nido del cuculo)  come caratteristi e dirige un road movie sulla famiglia di serial killer guidata da Bill Moseley, Sid Haig e Sheri Moon sfuggiti ad una retata e perseguitati dallo sceriffo William Forsythe. L'idea di base è ottima, i persecutori diventano ad un certo punto i perseguitati (dallo sceriffo che è fratello di quello morto ammazzato nel precedente film) ed i mostri si trasformano in eroi disposti a lanciarsi verso il sacrificio finale in una scena proiettata al rallentatore che enfatizza la catarsi finale.

Girato con mano sicura e con un cast di attori in stato di grazia, The Devil's Reject (titolo molto più appropriato di quello dato dai distributori italiani) avvince lo spettatore in un gioco al massacro esule da facili effetti splatter ma giocato interamente sui personaggi. Rob Zombie ha preso solo il buono dagli anni '70, speriamo che non lo sprechi in futuro.

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categoria:horror and slasher
domenica, 11 giugno 2006

DIABOLIK (1968)

Come si fa a non fischiettare "deep down", delizioso motivetto della colonna sonora di Ennio Morricone, al termine della visione di questa magnifica fantasia ideata dal nostro super geniale artigiano Mario Bava?Tutti i film dedicati a personaggi dei fumetti così in voga di questi ultimi tempi impallidiscono di fronte a questa icona pop datata 1968, un anno ormai storico per quanto riguarda il beat, la psichedelia ed il coloratissimo kitsch che immancabilmente si sprigiona attraverso il caleidoscopio di immagini di questo film dedicato al supercriminale inventato dalle sorelle Angela Giussani e Luciana Giussani, divenuto dopo oltre quarant'anni di malefica attività l'impersonificazione più terrificante e romantica del criminale. Interpretata da un magnetico John Phillip Law e da una bomba sexy come Marisa Mell (veramente al massimo della sua carica erotica) la pellicola rende appieno tutta la sagacia e l'anarchica eversività di un personaggio virato al negativo e quindi decisamente controcorrente come Diabolik.

 Michel Piccoli è l'ispettore Ginko, eternamente a caccia del nostro antieroe il quale morirà e resusciterà per ben due volte durante il film portando a compimento una serie di incredibili colpi che svuoteranno e disintegreranno l'assetto delle istituzioni  trascinandole alla bancarotta, costringendo uno smarrito ministro delle finanze Terry-Thomas a chiedere alla cittadinanza di pagare le tasse spontaneamente perchè tutte le cartelle esattoriali sono andate distrutte (come a dire non tutto il male viene per nuocere!). Mirabile esempio di tecnologia e design il covo del nostro eroe con un letto girevole in cui Diabolik ama Eva Kant entrambi ricoperti di soldi. C'è di tutto e di più, un meraviglioso villain come Adolfo Celi, un mai troppo rimpianto Renzo Palmer in un gustoso cameo e tanta azione, effetti speciali (attualissimi anche oggigiorno) e tutta l'arte di un maestro come "le grand Bava" in questa produzione italo-francese che ci fa sognare un cinema italiano diverso da quello che conosciamo oggi, un cinema che non esiste più ma di cui sentiamo tutti urgentemente bisogno! 

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categoria:psychotronic movies, italian movies
sabato, 10 giugno 2006

ATTACK OF THE GIANT LEECHES (1959)

Poster for "Attack Of The Giant Leeches"...

Prodotto da Roger Corman, questo assurdo film di Bernard L. Kowalski (regista di numerosi telefilm degli anni '60 e di un incredibile horror sui serpenti intitolato SSSSSSS) ci propone uno dei mostri più ridicoli di sempre, la sanguisuga gigante, frutto di mutazioni atomiche, che infesta i paludosi acquitrini della Louisiana. Ridicoli perchè si vede sin da subito che le schifose blatte altro non sono che sommozzatori a cui è stata messa una tuta nera con delle ventose, assistiamo quindi, non senza un sorriso, al disperato annaspare di queste creature che , pur prive di arti, riescono a trasportare le loro prede umane in una grotta, pronte ad essere succhiate dei loro liquidi. Il bello è che le vittime muoiono nel finale, in seguito ad un'esplosione che li fa rotolare in acqua e riaffiorare tutte assieme a riva esangui.

Purtroppo, a parte il divertissement di vedere queste goffe creature spuntare fuori dalle ninfee, il film non offre altri spunti di interesse e si trascina inutilmente verso un piatto happy end con i vermoni che galleggiano cadaveri sull'acqua sconfitti dall'ingegno umano (ma quale ingegno poi, minare tutto lo stagno!). Consigliato per una serata solitaria a meditare su quanto l'invenzione della bomba atomica abbia influito sul cinema del dopoguerra, vista anche la moltitudine di pellicole demenziali, come questa, che hanno proliferato nelle sale fino agli anni '70. 

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categoria:bianco e nero, b movie, ridicolous monsters, sci fi of the z era
martedì, 06 giugno 2006

The Flesh Eaters (1964)

Una piccola perla del cinema indipendente del dopoguerra, questa ghiottoneria di Jack Curtis e Arnold Drake , vero prototipo per tutto l'horror moderno, una fonte a cui si possono attingere la genialità ed estro di chi non  ha mezzi per fare un monster movie ma lo fa lo stesso. In effetti nel complesso il film appare raffazzonato, denso di dialoghi e primi piani, una location gratuita come una spiaggia deserta, luci e lucette realizzate in post produzione ed il nobile tentativo di stupire con rudimentali effetti di gomma. Ma la storia è eccezionale: Il film inizia con una sequenza marina che fa impallidire lo squalo  con i fidanzatini che litigano sulla barca poi lui cade in mare e scompare, la tipa si getta in acqua e si trova coperta di sangue, inizia Flesh Eaters e non c'è speranza per nessuno!

 

 

 

Poi c'è un pilota che deve trasportare una vecchia attrice alcolizzata e la sua segretaria con l'aereo privato ma hanno un'avaria e finiscono in un isola deserta dove incontrano un sommozzatore che si rivelerà un professore pazzoo assoldato dai nazi per realizzare un'arma segreta capace di sciogliere la carne umana in pochi secondi. In breve i quattro si ritroveranno circondati da un mare ribollente pronto a versare acido su di loro. Alcune sequenze sono veramente gore per l'epoca, la storia si sviluppa in modo originale anche grazie alla divertita recitazione di ottimi attori sconosciuti come il satanico Martin Kosleck , la vecchia attrice acida e seduttrice Rita Morley o il naufrago hippie Ray Tudor  a cui viene fatta bere la sostanza in una scena chiaramente ispirata ad Hitchcock. La fotografia è stupenda e certe trovate spassosissime (il mostro che si gonfia sotto il telo è palesemente un pallone di gomma) e l'uscita finale del mostro fa tanta tenerezza old fashion. Un film sfortunato a livello di diffusione ma di gran lunga superiore a tante inutilità che ci vengono propinate oggi come fittizi blockbuster. 
Piccola nota su Arnold Drake, co-realizzatore di fumetti dark anni '60 come  Doom Patrol e Deadman nonchè scrittore per tanti altri meravigliosi B-Movie come il suddetto.

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categoria:bianco e nero, sci fi of the z era, gore n splatter, psychotronic movies
lunedì, 05 giugno 2006
MONDO MOVIE
E' sintomatico che uno dei generi più disgustosi della cinematografia degli anni '70 sia proprio un'invenzione italiana, sto ovviamente parlando del non cinema dei Mondo Movie, di cui il precursore unico è stato Mondo cane  , Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi realizzarono un documentario pieno di immagini forti, in cerca di un sensazionalismo a volte forzato quando non falsato ad arte, questo film ottenne un grande successo in tutto il mondo tant'è che la colonna sonora (il tema "More") fu anche candidata all'Oscar.
 

Tutte le stranezze del mondo scorrevano sullo schermo, scene di violenze sugli anni mali, processioni sanguinolente, fucilazioni e usanze sordide dell'Oriente nascosto (ristoranti in cui si può mangiare insetti e cani).Il sensazionalismo divenne così un ottimo affare per il cinema italiano con la conseguente ondata di film "shockumentary" infarciti di grandi dosi di sesso e violenza, in particolare vennero filmate in un gran numero di film le tradizioni tribali africane che realizzarono una sequela di film dedicati al continente nero tra i quali Africa addio e Addio zio Tom. 
Jacopetti e Prosperi ci riprovarono con Mondo cane 2 , meno incisivo del primo ma non meno spettacolare (nel finale viene ripreso un concerto a base di schiaffi).
Anche Russ Meyer seguendo la scia del mondo movie realizzò il suo personalissimo documentario Mondo Topless dando ovviamente sfogo alla sua predilezione per le taglie forti. Nella metà dei '70 Antonio Climati g, già collaboratore di Prosperi/Jacopetti in Mondo Cane gira il controverso Ultime grida dalla savana: la grande caccia, incentrato sul tema della caccia in cui pubblica le impressionanti scene di un turista sbranato dai leoni in uno zoo safari oltre al massacro degli indios in Amazzonia in cui un mercenario taglia letteralmente i testicoli ad un indigeno e glieli ficca in bocca (scena di cui si dubita la veridicità).
A 16 anni di distanza dal prototipo arriva il maledetto Faces of Death di John Alan Schwartz (ma c'è lo zampino di Prosperi negli effetti speciali del condannato alla sedia elettrica), anche qui una sequela di esecuzioni, morti e violenze che in Giappone fece sfacelo rubando il primato anche a Star Wars , da lì in poi Le Facce della Morte ha conosciuto una infinita di sequel di dubbio gusto e veridicità (del resto anche il primo era tutto artefatto).

Il mondo movie introduce anche il cannibalismo all'interno di un film non dichiaratamente Mondo quale Cannibal Holocaust che molto deve al filone precedente oltre alla serie italiana di Emanuelle nera in cui Laura Gemser riproponeva l'eroina della Arsan. Il fenomeno cessa di esistere verso la fine degli anni '80 con gli ultimi scampoli di Mondo cane 2000 l'incredibile  Nei vari Nudo e crudele e  Nudo e selvaggio.
Ma quali sono le ragioni del successo decennale di questi films di dubbio gusto, malsani, falsi e spesso anche morbosi? Da una parte il mito degli Snuff Movies (pellicole di contrabbando di cui non si è mai accertata l'esistenza in cui le persone venivano uccise in diretta) e dall'altro il morboso voyeurismo dello spettatore che veniva attratto al cinema dai flani in cui si recitava un elenco dettagliato delle crudeltà che venivano proiettate sulla pellicola.
Oggi questi film, sopratutto in America ed in Giappone, sono oggetto di culto assoluto, a riprova di ciò si pensi alla saga underground di Guinea Pig in cui una ragazza viene torturata per tutto il film mentre in sovraimpressione un contatore segnala il numero di schiaffi, pugni ecc.ecc. che vengono inferte alla vittima.
postato da: albylupo alle ore 10:05 | Permalink | commenti (3)
categoria:snuff imitation, italian movies