mercoledì, 31 maggio 2006

sono lieto di presentarvi il nuovo Banner !

per rivedere l'animazione dovete cambiare pagina e ritornare qui.

Eh! Eh! Eh!

postato da: albylupo alle ore 21:48 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 30 maggio 2006

NIGHT OF THE LEPUS (1972)

Proprio quando pensavi di averle viste tutte, ecco che dagli anni '70 ti spunta questo assurdo cult di William F. Claxton in cui una colonia di conigli mutanti, frutto di esperimenti genetici, si ingigantisce a dismisura e comincia a divorare, prima il bestiame e poi le persone. Certo va dato adito al coraggio degli sceneggiatori per aver osato trasformare Roger Rabbit in un mostro psicopatico, il tutto senza le diavolerie digitali che si usano oggi ma esclusivamente grazie a obiettivi, grand'angolo e zoomate nel dettaglio ai taglienti dentoni di questi mostri orecchiuti. In effetti non era facile terrorizzare lo spettatore con mostri inconsueti ma la scommessa pare vinta in pieno, almeno fino a quando i temibili roditori non vengono alla luce in tutto il loro grottesco orrore.

Da quel momento in poi il film prende una piega quasi comica con conigli bombardati dalla guardia nazionale, che saltano qua e là. Complici di questa assurdità la povera Janet Leigh evidentemente in un periodo professionale difficile, e Stuart Whitman icona del cinema western americano, impegnati in una lotta senza quartiere per difendere le proprie case dai "conigli mannari". Non sappiamo a cosa si riferisca il titolo italiano "La notte della lunga paura" (forse alle orecchie dei leprotti) fatto sta che, nonostante una regia accurata, una sceneggiatura non disprezzabile, attori in gamba e un'idea tutto sommato originale, il film non decolla e non riesce a terrorizzarci con Bugs Bunny !

postato da: albylupo alle ore 14:28 | Permalink | commenti (2)
categoria:b movie, ridicolous monsters, animals invasion
domenica, 28 maggio 2006

ALICE SWEET ALICE

 (Aka Communion tit.it. Comunione con delitti 1976)

Il solo difetto di certi film è quello di essere arrivati sulla falsariga di un film di successo come Psycho e quindi venire relegati ingiustamente come sottoprodotto, quindi B movie. Eppure Communion meriterebbe di essere più considerato nella storia del cinema. Sia per la trama decisamente shakespeariana con grande tragico finale (eccellente e crudele ma non lo rivelo perchè qualcuno potrebbe ancora non averlo visto), sia per i contenuti decisamente anticlericali e filo satanici, ma sopratutto per una serie di sequenze decisamente forti per l'epoca (ma anche adesso dopotutto). Abbiamo una giovanissima Brooke Shields che viene strangolata, gettata in una cassa e bruciata il giorno della sua comunione, mentre la sorella Paula E. Sheppard (l'Alice del titolo), sospettata dell'omicidio (si è presentata davanti al prete al posto della sorella) è un personcino schizoide mica da ridere, capace quasi di strozzare un gattino all'obeso e viscido vicino di casa Alphonso DeNoble, il personaggio più disgustoso e satanico del film (del resto ha lavorato in un film malato e ultragore come Blood Sucking Freaks ). Il film dello sconosciuto regista Alfred Sole  gioca poi sulla presenza di un misterioso omicida in impermeabile giallo, armato di coltellaccio e di una inquietante maschera da bambola al volto.

L'ambientazione ecclesiastica  contribuisce ad accentuare l'atmosfera gotica, mescolata alla brutalità violenta tipica degli anni '70 offrendoci un inquietante affresco dell'america conservatrice che non esita a prendere a scarpate nei denti un poveraccio per riprendersi il rosario. C'è comunque un pò di tutto, da Rosemary's Baby a Psycho (opportunatamente citato in un manifesto nel film) fino Don't Look now il tutto senza la minima ironia ma con uno sviluppo graduale della trama che si segue con il fiato in gola, merito di ottimi attori e di una storia in ambienti inconsueti e una figura di serial killer da ricordare negli annali assieme al prete omicida di House of Mortal Sin , capolavoro di Pete Walker di cui sarà un piacere riparlarne in seguito.

A questo punto devo comunque rivelarvi che per me Comunione con delitti fu uno dei più paurosi e sconvolgenti film a cui assistetti nella mia infanzia ( uscì in Tv 2 o 3 anni dopo quindi nel 1978 o 1979) e che quindi l'intera recensione è motivata dalla grande paura che mi fece in giovine età. Il film comunque merita, riscopritelo!

 

 

postato da: albylupo alle ore 23:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:dark movies, horror and slasher
giovedì, 25 maggio 2006

GALAXY OF TERROR (1981)

Figlio degli anni 70 e allo stesso tempo padre putativo degli anni '80, questo fantathriller diretto da Bruce D. Clark appare oggi oltremodo datato e decadente, sopratutto nell'uso di effetti speciali piuttosto artigianali e make up tipici della produzione di Albert Band  mitico produttore americano e proprietario della Full Moon inc. che diede vita, negli anni ottanta, ad una serie di  impressionanti B-Movie fra cui vale la pena di citare Robot Jox  e la saga dei Ghoulies (imperdibili per gli appassionati), caratterizzati dall'uso di costumi gommosi per i mostri sbavanti (vedi Troll ), storie incredibili e pazzie kitsch ultracult ancora, evidentemente, troppo recenti per poter essere rivalutate appieno. La trama di Galaxy si ispira a  Terrore nello spazio  lo splendido capolavoro del nostro Mario Bava : un gruppo di astronauti si reca su un pianeta deserto dove trova una specie di piramide monolitica in cui una serie di orrori e allucinazioni sterminerà uno ad uno i membri dell'equipaggio. Gli effetti laser ricordano molto Spazio 1999, un pò di splatter qua e là e qualche delirio sessuale (un'astronauta viene letteralmente stuprata da un verme gigante!!!!) promuovono appieno questa pellicola nell'olimpo del trash d'autore, che ha già innumerevoli fans in tutto il mondo.

The power known as Sid Haig!

Da notare, in ogni caso, l'eccezionale stuolo di attori che compone il cast, troviamo nientemeno che Grace Zabriskie , attrice che ha lavorato molto con David Lynch  ( ve la ricorderete sicuramente in "Twin Peaks" ), direttamente da "Happy Days" abbiamo anche la sorella di Ritchie Cunningham Taaffe O'Connell , il grandioso "Freddy Krueger" Robert Englund, un bravissimo caratterista come Erin Moran e, dulcis in fundo, Sid Haig, che recentemente ha scoperto il successo grazie a Rob Zombie nel suo esordio cinematografico come regista con House of 1000 Corpses ( lo ricorderete nel ruolo di Captain Spaulding).     

postato da: albylupo alle ore 10:03 | Permalink | commenti (5)
categoria:anni 80, b movie, trash movie, sci fi of the z era
venerdì, 19 maggio 2006

THUNDERCRACK! (1975)


Cult di mezzanotte assoluto, riprese in bianco e nero stile anni 20 e continui primi piani di una joan crawford del porno d'autore (Marion Eaton). Un gruppo di hippie arriva in casa di questa sorridente signora di mezza età e comincia a dare sfogo ai più turpi istinti sessuali, ce n'è per tutti i gusti, se siete refrattari a vedere scene omosessuali molto esplicite lasciate perdere e sopratutto lasciate perdere se non capite un acca di inglese, perchè in questa sorta di tragedia degli Addams a luci rosse ci sono lunghi dialoghi alternati a scende morbose come quella del tipo che si scopa la bambola gonfiabile e nel contempo si autoincula con un fallo di gomma.Ma almeno la vecchia (in verità molto appetibile) sfoga lunghi anni di solitudine all'interno di questa combriccola sgangherata che passa il tempo a litigare e farsi fare pompini.

Poi entra in scena un gorilla (che John Landis copierà tempo dopo in quel mitico film che risponde al nome di Trading Places) di cui uno degli ospiti, ex domatore di un circo, è innamorato, entra in scena un mostro chiuso in cantina con due balle che toccano terra ed il macabro ritrovamento del cervello in formalina del marito di Mrs. Gert Hammond. Il tutto non necessariamente nell'ordine che ve l'ho raccontato perchè quando si esce da un trip simile, credetemi, si rimane un pò confusi. Thundertrack riesce ad essere a momenti intrigante e irrimediabilmente palloso, disgustoso e al contempo poetico, agli occhi di chi lo guarda oggi nelle pessime condizioni in cui versa la pellicola, potrà apparire un pò naif. Eppure l'esperimento di Curt McDowell riesce, la commistione tra noir e pornografia è allettante ed indubbiamente il film è di un'originalità spaventosa, tuttavia ritengo il mondo non ancora pronto per films del genere, nonostante l'annunciata restaurazione.Penso che, prima di guardarlo, bisogna aprire la mente e lasciarsi prendere dal vortice di follia che emana ogni fotogramma di questo assurdo scherzo della natura.

postato da: albylupo alle ore 11:46 | Permalink | commenti (1)
categoria:bianco e nero, masterpieces, trash movie, porno era
giovedì, 18 maggio 2006

GRIZZLY, L'ORSO CHE UCCIDE  (Grizzly 1976)

Per la serie "i mostri più ridicoli di sempre"!!  Negli anni 70, sulla scia del successo di Jaws , comparvero tutta una serie di improbabili aggressioni all'uomo da parte dei più feroci predatori in natura. Ovviamente, dopo i Piranha , i ragni ed i serpenti, non poteva mancare una delle icone della fauna americana: l'orso ed in particolare quello più grosso: il grizzly. Ma l' 'eroe plantigrado del film è dotato di un'intelligenza fuori dal comune ed una ferocia senza limiti. Le scene degli agguati del mostro, ripresi in soggettiva nel bel mezzo dei boschi, rendono bene questo surrogato del grande successo di Steven Spielberg . C'è il solito sceriffo duro e puro, i giovani nudi e liberi trasformati in vittime sacrificali, la fidanzata che prima o poi ci lascerà la pelle, un pò di sangue (per l'epoca e per il genere di film, non male), molti, troppi dialoghi da americani puri e duri perennemente armati di fucile.

 

Purtoppo o per fortuna, lo spettacolo prende una piega diversa quando la mostruosa creatura si rivela al pubblico nella sua adorabile e pelosa entità, rendendo il tutto oltremodo grottesco ed ilare, sopratutto per il continuo tentativo del regista William Girdler di farci passare questa boiata per un thriller horror. Ci prova con tutti i mezzi anche facendo divorare dal grizzly le icone della famiglia (una mamma ed un bambino), della libertà (la ragazza sotto la cascata) col solo risultato di realizzare un prodotto reazionario della società yankee, immagine di un comunismo peloso e selvaggio che deve essere distrutto a colpi di bazooka. Sono i cacciatori gli eroi della scena, eroi che non esitano ad usare un cervo morto e sventrato come esca per catturare la bestia (una delle scene più orribili del film, parola mia).Ideale per trascorrere una serata alternativa in cui l'unico pregio sarà la trasfigurazione in nero del mito americano dell'orso Yoghi.

postato da: albylupo alle ore 20:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:b movie, animals invasion
mercoledì, 17 maggio 2006

ICHI THE KILLER (Koroshiya 2001)

Il viaggio ha inizio: piedi che tagliano a fette le persone, facce che strisciano insanguinate sul muro, un bambino decapitato, il malvagio Tadanobu Asano che si stacca gli anelli che legano la sua bocca tagliata e rivela un sorriso tipo Joker capace di dilaniare la mano del malcapitato. E poi budella che volano, uomini appesi a ganci di metallo, fiotti di sangue a pompa in stile Tenebre  (C'è un attrice giapponese che sembra la moglie di Berlusconi nella famosa scena finale) che rivelano quanto il nostro Dario Argento sia adorato nel sol levante. Brividi Yakuza ed un serial killer con i sensi di colpa (Nao Omori) in quello che ormai è diventato, in brevissimo tempo, il film più controverso, psichedelico e ultragore del maestro Takashi Miike. Ridurre però il tutto al baraccone fieristico del gore orientale è alquanto restrittivo per quella che potremmo considerare l'opera pulp omnia in termini di storie di criminalità. E' un film con un grande ritmo, bei personaggi, tutto il kitch che si può adorare in Giappone, dosi di ultraviolenza, neanche tanto impressionanti proprio per l'eccessiva spettacolarizzazione del sangue ripresa in seguito da Quentin Tarantino in Kill Bill: Vol. 1 due anni dopo.


 
Tutto sommato, è anche un film comico, talmente viene estremizzato al parossismo il bagaglio di crudeltà e di cattiveria dei banditi e la tenera frustrazione del protagonista, divorato da terribili sensi di colpa prima di compiere un massacro.

Un film da vedere e conservare anche se non si capisce perchè non esista una versione europea del dvd, possibilmente Uncut! 

postato da: albylupo alle ore 00:30 | Permalink | commenti
categoria:masterpieces, made in japan, gore n splatter
sabato, 13 maggio 2006

CANNIBAL HOLOCAUST (1980)

E' incredibile quanti ragazzi, attraverso internet, abbiano sviluppato un culto così forte per questo film, forse se sapessero chi è Luca Barbareschi...ma soprattutto cosa può pensare di un film come questo, l'attore stesso. Fatto sta che nelle alte sfere della televisione nonchè le più acclamate personalità registiche Ruggero Deodato non parla mai di questo suo capolavoro pur sapendo che sarà ricordato nella storia del cinema solo per questo titolo. Certo, per noi italiani, in quegli anni era molto difficile andare a vedere un film bannatissimo come questo. A memoria ricordo una serata degli anni 80 nella piazzetta di Ispica, paese di mio padre in Sicilia, a discutere di questa pellicola di cannibali (Zombi lo avevamo da poco assimilato). Praticamente cercavamo di pregare la maschera del cinema estivo, aperto solo in Agosto, perchè ci facesse entrare nonostante il divieto ad anni 18.A quei tempi, ragazzi miei che scaricate le cose da internet sappiate che per noi in Italia era molto difficile vedere quei film perchè erano tutti vietati ai 18 e le regole erano fortemente rispettate (però si poteva fumare al cinema).La maschera intraprese con noi una proficua discussione sul perchè e quale religione dovesse portare un essere umano al cannibalismo...ricordo una frase detta da me che gelò completamente tutti quanti : "Sara la fame?".
Naturalmente il film non lo vidi quella sera ed aspettai di trovarlo in edicola in Vhs negli anni 90, ne rimasi turbato, scioccato e rivendetti quasi subito la cassetta. Poi apparve The Blair Witch Project e allora tutti a ricordarsi di Cannibal Holocaust, della sua geniale sceneggiatura (ed infatti lo è, Ruggero Deodato è veramente un maestro dell'action italiana) ma sopratutto della crudeltà intrinseca di questo film maledetto.

L'apporto di Cannibal è stato talmente forte in questo cinema di genere che rimarrà per sempre nella storia del cinema sommerso, peccato per l'inutile e barbaro sacrificio di animali, unico neo (ed anche moolto pesante) che distrugge completamente sia la splendida musica di Riz Ortolani sia i sentimenti di benevolenza nei confronti di questo spettacolo.

E' l'odio infatti che scatena la visione di questo film, probabilmente chi l'ha visto lo saprà quanto me, inevitabile che anche il cinema italiano, visto attraverso gli occhi del mondo (e Cannibal Holocaust è stato visto e tradotto in migliaia di paesi occidentali e orientali, una minibibbia dell'horror, sottogenere cannibal) sia senza mezze misure o si ama o si odia. Questo film ha deciso di farsi odiare ma almeno non ha peli sulla lingua (L'uomo civilizzato che lasciando il mondo civile ritrova l'animale che è in sè mille volte peggio delle altre creature in natura) e nonostante che sia indifendibile tutti o meno vorranno giustificarlo e chissà, magari fra qualche anno, anche perdonarlo.

Cannibal Holocaust ha girato il mondo portando alla luce il suo carico di odio.

Voi lo perdonereste adesso?

venerdì, 12 maggio 2006

Quel Maledetto Treno Blindato  (1977)

Pare che Quentin Tarantino stia preparando un film sulla seconda guerra mondiale ispirato proprio da questa adrenalinica pellicola diretta da Enzo G. Castellari, nostrano artista specializzato in action movie anni '70, decisamente (e giustamente) considerato cult in America. Inglorious Bastards (così il titolo americano) è un eccezionale spettacolo per occhi e mente, a partire dagli splendidi e coloratissimi, titoli di testa. 90 minuti a metà tra western e film di guerra che non lascia il tempo di annoiarsi, una storia da gustarsi tutta d'un fiato nonostante sia a tutti gli effetti un B Movie realizzato con numerosi problemi di produzione (pare gli avessero, a un certo punto, sequestrato le armi!) e con mezzi al limite della decenza. Eppure Castellari crea dal niente un prodotto che ancor oggi fa la sua porca figura in mezzo alle miriadi di sottoproduzioni nazionali con grandi scene mozzafiato, umorismo ed un antimilitarismo di fondo che rende il tutto molto molto gradevole. 

Durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di disertori americani riesce a fuggire alla fucilazione e cerca di dirigersi in Svizzera (sono nelle Ardenne), incontrano un gruppo di nazisti con cui si scambiano colpi di arma da fuoco e li uccidono per poi scoprire che, in realtà erano soldati americani travestiti in missione segreta per assaltare un treno nazista contenente una potente arma segreta. Ovviamente i nostri eroi si sostituiranno agli agenti segreti per riconquistare la propria dignità di eroi e rimediare all'errore commesso non senza un massacro finale con grande dispendio di esplosioni e smitragliate. Quello che più, comunque, colpisce è che, nonostante il prodotto sia stato realizzato allo scopo di divertire, non dimentica di dare spessore e simpatia ai personaggi, dall'eroico Tenente all'italiano mariuolo, l'americano bulletto ed il nero incazzato rendono questa sporca dozzina all'italiana un grande momento di genuino artigianato italico con episodi dissacranti (il bagno nudo con le soldatesse tedesche) e lampi di genialità assoluta (l'assalto al castello, il sistema per disinnescare l'ordigno...una matita).  

postato da: albylupo alle ore 12:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:b movie, italian movies
mercoledì, 10 maggio 2006

Buio Omega (1979)

Torniamo a parlare del buon Aristide Massacesi alias Joe D'Amato, eroe indiscusso del porno gore a cavallo degli anni '70/80 con quello che è unanimamente considerato uno dei suoi più deliranti capolavori. Buio Omega è una storia d'amore e di necrofilia condita da accenni di cannibalismo e di sadica perversione dove Francesco (Kieran Canter) giovine ereditiero che non ha problemi a rimorchiare belle ragazze, vive il suo profondo amore per Anna (Cinzia Monreale) a cui ha giurato amore eterno, tutto normale non fosse che Anna è morta e imbalsamata dallo stesso protagonista che ne venera le pallide spoglie, immolando vittime su vittime con la complicita della tata Iris (Franca Stoppi) aspirante moglie del biondo killer e incaricata nell'occultazione dei corpi. La storia procede spedita, tra uno smembramento e l'altro fino al tragico finale in cui la comparsa della sorella gemella di Anna provocherà in Francesco una follia omicida finale e la sanguinosa conclusione delle sue gesta.

 

C'è grande attenzione al dettaglio morboso, in particolare nell'ultragore dell'autopsia di Anna, in cui il regista non lesina budella e interiora sanguinolente, qualche nudo cadaverico completa una delle opere più disturbanti e immorali di un regista artigiano che non si perde in divagazioni psicologiche nè in falsi moralismi, per Joe D'Amato il cinema è soprattutto visione, carne e sangue, sesso e morte in uno spaccato di fine anni '70 dove i costumi e la libertinità vengono talmente accentuati da rasentare il grottesco e dove il piacere e la perversione vengono soddisfatti solo attraverso il macabro rituale del sadismo omicida. Acidi che sciolgono corpi, forni che bruciano cadaveri all'interno di una villa nobiliare, chiaro simbolo di una borghesia annoiata che trova sfogo solo attraverso il dolore e la crudeltà dei suoi protagonisti. Ci manchi Aristide, ma proprio tanto!  

postato da: albylupo alle ore 22:56 | Permalink | commenti (1)
categoria:b movie, gore n splatter, dark movies, italian movies, horror and slasher