lunedì, 26 dicembre 2005

IL MOSTRO DELL'OBITORIO

(EI jorobado de la Morgue 1973)

Io e un mio caro amico ci siamo presi per il sedere diverse volte dandoci ripetutamente del "mostro dell'obitorio", ispirati dalla visione di questo cult spagnolo diretto da Javier Aguirre e palesemente ispirato alle pellicole della casa cinematografica inglese Hammer . Un film dai forti richiami gotici in cui un gobbo deforme chiamato Gotho (Jacinto Molina) uccide belle ragazze per i loschi esperimenti di un medico pazzo, il dottor Horla (Alberto Dalbés) allo scopo di riportare in vita la sua amata. Dopo innumerevoli omicidi il risultato degli esperimenti sarà un mostro che ricorda un pò un blob fangoso dal dubbio fascino per Gotho, il quale ingaggerà una terribile lotta che terminerà in una enorme vasca d'acido. Ed è proprio questa fumante piscina densa di liquidi giallastro e fumante uno dei particolari più affascinanti di un film la cui bruttezza esasperata si rende adorabile grazie ad una sofferta trama che mixa sapientemente richiami alla Edgar Allan Poe (i delitti della Rue Morgue) ed il mito di Frankenstein.

Una tragedia shakespieriana che deve molto alla scuola di Jess Franco e di tutto l'Horror spagnolo, forse uscito al cinema un pò in ritardo coi tempi ma pieno di suggestione old fashioned che ha fatto sognare noi ragazzini quando la sera, in televisione, trasmettevano film del genere e noi, lì, a divorarseli avidamente come l'acido della vasca del dottor Horla che ingurgita corpi e personaggi lungo lo svolgersi della pellicola.

Da notare nel titolo italiano l'uso della parola "obitorio" ancora piuttosto inusuale per quegli anni.

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venerdì, 23 dicembre 2005

Santa Claus Conquers the Martians (1964)

Visto che siamo in un periodo di festività cosa c'è di meglio, per gli amanti del vero trash, di questo piccolo classico natalizio realizzato in puro stile old fashioned arricchito da tutti gli arredi e i costumi tipici della Sci-Fi anni' 60? Un must assoluto per tutti i bambini americani ma purtroppo, pressochè sconosciuto in Italia. In questa pellicola troviamo un Santa Claus (John Call ), appena uscito da una pubblicità della Coca Cola con tanto di nanetti barbuti e il suo onnipresente "OhOhOh!" e che viene rapito nientemeno che dai marziani con il pur nobile intento di riportare il sorriso sulle labbra verdastre dei bambini alieni.

L'astronave che vola nello spazio sembra un tubetto di dentifricio con la classica fiammella di un accendino, i costumi dei marziani sono quanto di più kitsch si possa trovare in quel periodo ma la canzoncina "Hooray for Santy Claus" che si sente nei titoli di testa e di coda è uno splendido pezzo beat cantato da un coro di bambini e non mancherà di esaltare la vostra visione (nei titoli di coda appare anche il testo per cantare tutti insieme!) di un pezzo di antiquariato cinematografico americano alla ricerca disperata di buoni sentimenti e zuccherose effusioni natalizie. Purtroppo per "Santa Claus conquers the martians" quello che traspare è una involontaria comicità demenziale maggiormente enfatizzata dalla povertà di mezzi che non si vergogna di essere mostrata.

Buon Natale a Tutti quanti!!!!

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categoria:trash movie, ridicolous monsters, sci fi of the z era
martedì, 20 dicembre 2005

Creature of the haunted sea (1961)

Sono film come questo che innalzano in me tutto l'affetto e la stima per un artigiano come Roger Corman, capace con due soldi di farci un film di mostri e di riderci pure sopra, in effetti come esempio di sci fi anni '60 questa pellicola non è granchè ma è senza dubbio una divertentissima commedia demenziale, ancor più efficace essendo realizzata con effetti economici come ad esempio il make up della "creatura", una sorta di umanoide coperto di alghe con due palle rotonde al posto degli occhi. Eppure, se ogni film è lo specchio del proprio tempo, "creature" acquista ai nostri occhi un valore maggiormente elevato visto che la trama trae spunto dalla rivoluzione cubana, come annuncia il simpatico cartoon introduttivo. Da lì si snoda una storia di spie, di generali cubani in fuga, una caccia al tesoro e un mostro dei mari che sterminerà alla fine l'intero l'equipaggio di un imbarcazione americana.

Il film è stato girato nelle splendide acque di portorico in un bianco e nero che purtroppo ha perso smalto negli anni (anche perchè  nessuno ha mai pensato di restaure la pellicola). Da ricordare la scena in cui Betsy Jones-Moreland canta seduta sulla barca una canzone che non finisce mai se non quando Antony Carbone il capitano della nave gli dice di piantarla, o l'agente XK150  che si nasconde sull'isola deserta dove trova un telefono e l'immancabile scocciatore che deve telefonare. Gusto per il bizzarro e demenzialità appassionata hanno contribuito, senza dubbio, a realizzare un genere, quello della parodia horror, già espresso, l'anno prima della realizzazione di questo b movie, dallo stesso Corman in The Little Shop of Horrors

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mercoledì, 14 dicembre 2005

It Came from Beneath the Sea 

 (Il Mostro dei Mari, 1955)

Un altro sottoprodotto dell'america post guerra mondiale è questo "It Came from Beneath the Sea" diretto da Robert Gordon con gli effetti speciali realizzati dal leggendario Ray Harryhausen. Ovviamente stiamo parlando di un film realizzato in economia, tant'è che il mostruoso polipone che invade le coste di San Francisco ha sei tentacoli invece dei canonici otto. Questo non gli impedirà di mettere a ferro e fuoco il porto della città americana nè tantomeno di distruggerne il famoso ponte in una delle sequenze più spettacolari.

Risvegliato dagli esperimenti atomici operati nella fossa delle filippine, il molluscone inizia la sua opera di devastazione affondando navi e divorando pescatori finchè un coraggioso comandante della Marina ( Kenneth Tobey ) insieme a due valenti biologi (Faith Domergue e Donald Curtis) riusciranno a sparargli in fronte una torpedine esplosiva. Molto efficaci le scene di panico nella metropoli dove la gente viene inseguita dai tentacoloni, alcune immagini rievocano inevitabilmente Godzilla ma la suggestione di questo spettacolare monster movie rimane sempre intatta nonostante l'impietoso scorrere degli anni.    
 

 

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lunedì, 12 dicembre 2005

20 Million Miles to Earth

(A 30 Milioni di KM dalla terra, 1957)

Fa un certo effetto vedere dei carabinieri combattere contro un mostro venusiano, merito della originale location nella quale viene ambientato questo meraviglioso monster movie diretto da Nathan Juran, merito sopratutto di un progetto caro al grande Ray Harryhausen , mago della Stop motion. Il grande Ray aveva infatti, da tempo, espresso il desiderio di realizzare un mostro che distruggesse una grande città europea, all'inizio il progetto doveva essere ambientato a Parigi con alieni che distruggevano la torre Eiffel, poi invece la scelta è ricaduta sull'Italia con la creatura proveniente da Venere che, alla fine, seminerà terrore e distruzione a Roma dove verrà abbattuto mentre sale sul Colosseo.

 

Il film inizia sulle coste siciliane, nel paesino di pescatori di Gerra, dove precipita un'astronave americana di ritorno da Venere, dei pescatori siciliani riusciranno a salvare solo il Colonnello Robert Calder (William Hopper) mentre un cilindro di metallo, contenente una sostanza sospetta, verrà recuperato da un ragazzino che lo venderà ad uno zoologo (Frank Puglia) per 200 lire (però che affare!!). Lo strano involucro rivelerà un piccolo rettile umanoide che incomincerà a crescere a velocità vertiginosa fino a superare le dimensioni di un elefante.

 Ed è proprio con uno zannuto pachiderma che il gigantesco Ymir (questo è il nome della creatura) si batterà nelle ultime spettacolari scene di questo piccolo classico della fantascienza in bianco e nero. Il ritmo del film è serrato ed ancora oggi mantiene intatta la sua suggestiva originalità e gli straordinari effetti a passo uno che, per l'epoca, dovevano apparire molto avveniristici nonostante la realizzazione artigianale di uno degli insuperati maestri del genere.

postato da: albylupo alle ore 13:07 | Permalink | commenti
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lunedì, 05 dicembre 2005

Satan's Sadists (1969)

Se vi capitasse di passare per qualche centro commerciale, noterete senza ombra di dubbio i festosi cestoni collocati al centro della sala dedicata all'home video. In quel momento gettatevi a fiotto su quello con i prezzi più bassi (da 1 a 2 euro) e troverete una polverosa versione di questo raro esempio di cinema di Exploitation. Raro per quanto riguarda la reperibilità in italiano, ma in America il genere dedicato completamente agli Hell's Angels, la famigerata banda di teppisti dell'età della contestazione, è oggetto di culto sfrenato, non fosse per i contenuti decisamente superficiali dei plot narrativi, almeno per quanto riguarda musiche, costumi, uso delle droghe e derivazioni psichedeliche di sorta.

Questa commistione thriller/hell's angel nasce ad opera di un robusto mestierante dell'epoca, tale Al Adamson, noto riciclatore di pellicole a basso costo di provenienza orientale che americanizzava e trasformava in plot di fanta horror (la maggior parte dei suoi lavori è contraddistinata dalla parola blood nel titolo tipo Brain of Blood, Horror of the blood creatures, blood of dracula's castle, ecc..); un uomo che non guarda in faccia a nessuno nel fare cinema, al punto da trasformare un gruppo di teppisti motorizzati quali imperversavano in quegli anni, in una banda di serial killer capeggiati dal folle Anchor (Russ Tamblyn) dediti a stupro di gruppo delle vittime dopo averle mandate in acido. Trovatisi di passaggio per una stazione di servizio si scontreranno subito con i moralissimi frequentatori della tavola calda. Dopo avere stuprato la moglie di un poliziotto faranno fuori la coppia e il proprietario del locale. Charlie (Scott Brady), impersonificazione del bravo ragazzo americano, fuggirà sui monti accompagnato da una bella camerierina e sgominerà la banda con l'aiuto della sua esperienza (???) nei marines.

Come si può vedere una trama con grandi estremizzazioni dell'epoca della contestazione, mai il male ed il bene troveranno un contrasto così evidente, alimentato dalla balordaggine dei personaggi teppisti. La moglie del regista Regina Carrol interpreta il ruolo di Gina, bruciata dalla più eccessiva sottomissione all'amore per Anchor da suicidarsi lanciandosi nel vuoto con la moto.

E' una storia molto shakespieriana la nostra, condita da quell'ingenuità un pò provinciale tipica degli Stati Uniti ma anche un prezioso documento di un periodo cinematografico in cui non esisteva solo Easy Rider.

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giovedì, 01 dicembre 2005

Blood Feast (1963)

Qui basta una parola C-A-P-O-A-V-O-R-O. Questo è il primo splatter della storia del cinema, realizzato da Herschell Gordon Lewis utilizzando come effetti manichini lordati con parti di interiora animali. L'effetto ormai è un pò datatao ma se ci si immedesima nell'epoca in cui, questa pellicola da circuito di mezzanotte, sia uscita sugli schermi, ci si può rendere conto dell'effetto sgradevole che tutte quelle riprese di camera che ostentano sulle budella in vertiginosi primi piani.

Considerarlo un semplice culto è sminuire la portata di questo film, un modo diverso di vedere hollywood, ovvero una subhollywood dal basso, dove la splendida playmate di giugno 1963 Connie Mason (interprete anche di Two Thousand Maniacs! ) vive un incontro di fuoco con un fervido seguace (Mal Arnold) della dea egiziana del sangue, Ishtar. Pronto a tutto pur di risvegliare la sua divinità dall'oltretomba, il maniaco non disdegna di preparare fumanti minestroni a base di parti femminili prelevate col machete a giovani ragazze bionde. L'assassino, che è pure zoppo, finirà molto male, non senza prima dare una dimostrazione di come si può animare un party di wasp americani con un festino egiziano a base di sangue.

Tre anni dopo Psycho  , H.g. Lewis ci mostra (all'inizio del film) l'omicidio nella vasca da bagno, susseguendo le turpitudini in una serie di location alquanto insolite, difatti,  l'ambientazione del film è, paradossalmente, una zona residenziale immersa nel verde con tante villette tipiche degli anni '50. Un monito alla borghesia americana a considerare meno agi e denaro per guardarsi più "dentro", nelle proprie viscere.

postato da: albylupo alle ore 23:21 | Permalink | commenti (1)
categoria:gore n splatter