martedì, 29 novembre 2005

Nightmare in a damaged brain (aka Nightmare 1981)

 

Ecco un esempio di film plurinazionale, l'italianissimo Romano Scavolini si reca in America e dirige un film che non è mai arrivato, se non d'importazione, sugli schermi del nostro paese. Forse sarà per la particolare efferatezza della pellicola in se stessa, forse per il semplice (e più probabile) fatto che non è un film particolarmente commerciale questo. Censurato in America ed in Inghilterra, Nightmare ha fatto il giro del mondo sulla coda di una mitizzazione dello stesso attraverso i circuiti di mezzanotte..una pratica cinematografica che da noi, putroppo, manca. La versione epurata, recentemente editata in inghilterra ci ha permesso di visionare un film veramente prezioso e, a maggior ragione, italiano.

A tutti gli effetti Nightmare ha reso possibile la nascita di due capolavori dell'Horror Moderno, uno è "A Nightmare On Elm Street " e l'altro "Scream ", entrambi del grande Wes Craven, che però una o più ispirazioni li deve al meno noto originale.

La storia è quella di un serial killer, ossessionato dai suoi incubi in cui immagina di uccidere la madre, colta durante un servizietto sadomaso al papà. Il volto di Baird Stafford assomiglia ad un Christopher Lloyd  da giovane e rende in modo assolutamente patetico la personalità dell'omicida.

Basti pensare che mentre uccide ripete "I'm sorry...i'm sorry...". Alla storia del killer si intreccia quella della divorziata con prole, afflitta da un figlio difficile (C.J. Cooke) , dedito a scherzi pesanti alla baby sitter (la scena del telefono è uguale all'inizio di Scream) ed è inevitabile che i due, prima o poi siano destinati al conflitto finale. Un buon film, pregno della giusta tensione ed alquanto scorrevole, assieme a Rosso Sangue di Joe D'Amato, un pregiato esponente del sottofilone horror "aiuto ci ho l'assassino in casa!"

  

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categoria:gore n splatter
sabato, 26 novembre 2005

LA TRILOGIA FULCIANA (1981-1983)

Altro che Star Wars o Compagnie dell'anello varie, la vera trilogia, nata e concepita come tale, è quella operata da Lucio Fulci nei primi tre anni degli '80. L'intento era quello di realizzare tre film al probabile costo di uno, utilizzando tre script diversi, spesso improvvisati con pochi, involontari comuni denominatori.

Chi ha vissuto quel triennio sa molto bene di che film sto parlando. In quel periodo i cinema erano sovraffolati di B movie a strafogo. Le locandine di "Paura nella città dei Morti Viventi" erano disegnate come le copertine del Corriere della Paura, il magazine della Editoriale Corno, edito in America da stan Lee, che non ha, purtroppo, avuto fortuna qua in Italia. La riprouzione grafica di una sequenza filmica (lo zombie che esce dalla terra) viene magistralmente eseguita artisticamente con un color inchiostro che pervade tutto il disegno.

 

Un perfetto biglietto da visita per quello che sarebbe stato il fumettone di Paura (In America "City of the Living Dead") tutto italiano. Anche il primo della triade "L' Aldilà" (The Beyond, 1981), sottotitolato (o meglio sovraintitolato) minacciosamente "...E tu vivrai nel terrore" , è una carovana di orrori lì per lì senza senso.

Tullio Kezich nella sua recensione dell'epoca ne descrive minuziosamente il progressivo crescendo tra operai che vedono occhi strani, idraulici trucidati e mogli degli stessi sciolte nell'acido. Una scena vede, all'interno dell'obitorio, una bambina che indietreggia terrorizzata di fronte ad uno strano composto di acido e poltiglia umana, che avanza verso di lei. Le colonne sonore in puro stile dark progressive a cura di Fabio Frizzi stordivano nei cinema, con le loro cupe fughe.

 

Al centro della trilogia l'immenso "Quella villa accanto al cimitero" (House by the cimitery, 1982), il più terrificante, in cui Fulci crea il mitico Dr. Freudstein (uno psicologo che risveglia cadaveri?), vampiro post moderno il cui unico modo di esprimersi era il pianto bambinesco e la ferocia del serial killer. Ed in questo circo degli orrori, paradossalmente, l'unico comune denominatore è la protagonista Katherine MacColl, volto tipico americano contrassegnato per tutte e tre le pellicole, da uno sguardo perennemente inquieto, da una parte per la preoccupazione di un futuro all'interno di questo tipo di cinema, dall'altra la continua sequela di bizzarre creature, avvolte da tele, o sporche di fango, che hanno sempre popolato il cinema di Lucio Fulci.

 

In America e in molte parti d'Europa, l'interesse per il cinema Horror italiano va sempre più espandendosi. E' Lucio Fulci è uno dei suoi massimi esponenti. La sua sarabanda allucinata da un Gore spesso insostenibile ma mai fuori posto ( A parte gli zombi di "Paura..." che spremono i cervelli direttamente fuori dal cranio delle vittime) vale il prezzo del biglietto. Oltretutto sono adesso disponibili in Dvd a prezzo contenuto (circa 9 euro) editi dalla No Shame.

Rendiamo onore a Lucio, grazie a lui all'estero siamo ammirati per qualcuno!

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categoria:gore n splatter
venerdì, 25 novembre 2005

Porno Holocaust (1981)

 

Figlio della degenerazione horror cannibalistica dei primi anni'80, questa caraibica bizzarria di Joe D'Amato , aka Aristide Massacesi aka altri 3000 pseudonimi, è uno degli esempi più lampanti di artigianato cinematografico. Del resto il buon Aristide ci ha sempre abituato a pellicole di grana grossa, realizzate con quattro soldi al pari del suo connazionale Lucio Fulci e del già citato maestro del genere Roger Corman. Centinaia di film che vanno dall'horror più estremo al soft porno, alla commedia trash fino al thriller. Poi naturalmente, il minestrone diventa più saporito se si uniscono i generi. Porno Holocaust miscela elementi hardcore all'interno di un bizzarro horror ambientato in una location caraibica piuttosto unusuale per il genere. Al pari di certi fumetti da caserma tipo Oltretomba, Jacula e Sukia, il film mescola scene di sesso esplicito all'interno di un plot oltremodo ridicolo in cui un indigeno sottoposto alle radiazioni degli esperimenti atomici condotti sulla sua isola, si trasforma in un mostro dal fallo enorme con il quale uccide le sue vittime (almeno quelle femminili) a colpi di blow job e stupro omicida.

 

Esente da scene splatter il film è invece ricco di scene erotiche, spesso mal interpretate da attori decisamente in stato d'ebbrezza alcolica: esempio lampante una delle interpreti, detta "la Contessa" (Annj Goren) mostra visibile disgusto nel momento in cui deve farsi due neri ( Il gossip ci racconta che l'attrice, essendo tossicodipendente si piegava a certe situazioni per comprarsi la droga). Va un pò meglio nelle scene lesbiche (bella quella realizzata sul tronco d'albero con l'oceano sullo sfondo) ma scade nel ridicolo nelle scene d'azione che sono relativamente goffe e lente.  Eppure il circo immaginario di Joe D'amato va preso per quello che è, carico dei suoi freaks, delle sue storie assurde e dell'arte di arrangiarsi tipicamente italiana, un regista di cui parleremo spesso e volentieri, un mito assoluto per gli amanti dell'horror di tutto il mondo (sopratutto per classici come Anthropophagus e Buio Omega) ma sopratutto, come amava definirsi, un robusto ed onesto artigiano del cinema.

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categoria:horror anni 80, gore n splatter, porno era, italian movies
mercoledì, 23 novembre 2005

The Wasp Woman (1960)

Non vi nascondo la mia predilezione per Roger Corman, un regista pregno di quell'amore per lo spettacolo da realizzare centinaia di film con un budget bastevole appena per un unico film hollywoodiano. C'è veramente da perdersi a navigare nella sua filmografia e tuttavia rimane uno di quei personaggi di cui, per forza di cose, tutti quanti abbiamo almeno visto un film. Nel contesto di questa preziosa chicca in bianco e nero troviamo il tema ricorrente in molti film di Corman, la rappresentazione della donna non come indifesa testimone degli eventi ma come protagonista assoluta, demone in molti casi, guerriera e rapinatrice, dominatrice spietata nonchè anima ribelle in una società che la imprigiona in falsi clichè e stereotipi tipici di quegli anni (ma anche dei nostri in fondo). In quetso caso la protagonista Janice (una meravigliosa e sconosciutissima Susan Cabot interpreta la manager rampante di una società di cosmesi, in piedi nelle sue riunioni  a dettare il futuro dell'azienda.

 

Ma non è facile, i colleghi la deridono ed il suo socio la umilia pubblicamente (William Roerick) . L'entrata in scena di uno scienziato apicultore (Michael Mark) e del suo siero della giovinezza realizzato con enzima di vespa, sconvolgerà la sua esistenza. Ossessionata dalla paura di invecchiare Susan comincerà ad iniettarsi la pozione ringiovanendo gradualmente (il mito di Faust) ma anche trasformandosi progressivamente in un mostro assetato di sangue (Dr. Jeckyll and mr. Hyde).


Certo i trucchi dell'epoca lasciano un pò a desiderare, la protagonista si limita ad indossare una maschera da vespa e due guanti con gli artigli, lasciando scoperte umanissime parti del corpo.
Eppure rileggendo in chiave sociologica questo film troviamo un messaggio sempre attuale, l'avidità trasforma in mostri. Ambientato fra le pareti cupe e ristrette di un ufficio aziendale il dramma della donna vespa convive con ben più temibili mali: l'ingordigia, l'invidia dei colleghi, la tossicodipendenza e, ovviamente, la morte.
Il film è di pubblico dominio, lo potete scaricare su www.archive.org e, credetemi, visto lo scarso centellinarsi della cultura gratuita attraverso la rete, è un'esperienza da non perdere.

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categoria:ridicolous monsters
martedì, 22 novembre 2005

Two Thousand Maniacs (1964)


Seconda opera del grande artigiano americano Herschell Gordon Lewis, meglio conosciuto come il padre dello splatter, il film è ambientato in un paesino del south America Pleasant Valley che celebra il centenario della sua nascita con tanto di sindaco, bambini chiassosi e bandierine svollazzanti.Tre coppie di ragazzi yankee vengono deviati all'interno del paese da due sfaccendati che si divertono a spostare cartelli stradali. I malcapitati turisti vengono quindi invitati dai paesani ad intrattenersi per la festa, non sapendo, ovviamente che la festa verrà fatta a loro.


Si scoprirà infatti che gli abitanti di pleasant Valley altro non sono che fantasmi di un paese sudista massacrato dai soldati nordisti nella guerra di secessione. Una ragazza verrà fatta a pezzi a colpi d'ascia e cotta sul barbecue, un altro squartato dai cavalli, un altro ancora buttato giù da una discesa all'interno di una botte piena di chiodi (chi ci ricorda?) mentre una ragazza verrà legata sotto un masso gigante collegato ad un crudele gioco da luna park in modo che se qualcuno centra il bersaglio, il masso rotola sulla vittima (e, infatti, così accade). Lewis non si risparmia sugli elementi splatter anche se l'insieme viene gestito con una certa ironia macabra che ne rende la visione molto divertente.
Certo alla sua uscita cinematografica il film fu un vero shock soprattutto in un America bigotta come quella degli anni'60. Oggi,invece,nel complesso la pellicola mantiene intatta tutta la sua freschezza e la sua disordinata follia anche se gli effetti appaiono molto datati (ma è questo il bello di vedere certi film no?).

Quest' anno è stato realizzato il suo remake intitolato 2001 maniacs diretto da Tim Sullivan e interpretato da Robert Englund, ancora inedito in Italia. 

 

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categoria:gore n splatter
lunedì, 21 novembre 2005

Killer from Space (Guerra tra i pianeti, 1954)

Il film comincia con (probabili) immagini di repertorio di un test nucleare nel deserto, l'aereo dello scienziato atomico Dr. Douglas Martin (Peter Graves che tanti lo ricorderanno come attore in Stalag 17 ma anche in film horror televisivi degli anni '80 ma anche come testimonial in documentari del mistero et similia) scompare nel nulla mentre sorvola la zona dell'esplosione. Ritrovato in stato confusionale il Dr. Martin non ricorda nulla di quanto è successo tranne due enormi occhi che ogni tanto appaiono nelle sue allucinazioni. Catturato mentre tenta di trafugare documenti segreti della base militare, viene ipnotizzato e racconta di essere stato rapito da alieni piazzatisi proprio sotto la base militare i quali, dopo averlo operato al petto, intendono usarlo come spia e sabotatore della base terrestre.

A questo punto ci tengo a sottolineare la rappresentazione più demenziale degli alieni mai operata dal cinema, gli extraterrestri sono completamente rivestiti da una tuta aderente e lasciano scoperto solo il volto, umano ma con enormi occhi pallati  (gli stessi che il dottore vede nei suoi incubi).

Gli alieni malvagi vogliono conquistare la terra per mezzo di una sarabanda di rettili e scarafaggi giganti ma non hanno tenuto conto della testardaggine di Doug che, nonostante nessuno gli creda, troverà la forza di correre, in accappatoio e pantofole, alla centrale elettrica da cui gli alieni traggono la corrente per far funzionare i loro marchingegni, staccare l'energia (evidentemente in America è facilissimo fare cose del genere!) e far esplodere i cattivissimi mostri in una catarsi nucleare vista dai buoni attraverso la finestra mentre tutti si abbracciano felici e contenti (cosa vuoi che sia al giorno d'oggi un funghetto atomico?)

Parola mia, il film di W. Lee Wilder è il più assurdo e ridicolo B Movie di fantascemenza che mi sia capitato di vedere

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categoria:sci fi of the z era
giovedì, 17 novembre 2005

Pink Flamingos (1972)

Va bene, finora abbiamo scherzato ma adesso è il momento di parlare di film SERI!

Pink Flamingos è il manifesto più estremo della cultura trash oltre ad essere il perfetto prototipo di cinema punk assoluto nella storia del cinema. Difficile rimanere indifferenti a questo variopinto campionario di bassezze che il regista John Waters ci propina con tanta disinvoltura. Babs Johnson (Divine) è Divine la persona più schifosa del mondo, vive in una roulotte degradata con una madre obesa (Edith Massey) perennemente  adagiata in una culla per bambini ed ossessionata dalle uova (tanto che finirà per innamorarsi e fuggire con il suo fornitore abituale Mr. Eggsman/Paul Swift ), i figli Connie (Mary Vivian Pearce) e Crackers (Danny Mills) quest'ultimo dotato di un'insana passione per le galline tanto da non riuscire a copulare con una donna senza metterci di mezzo il povero volatile (in una scena a dir poco disgustosa non tanto per il sesso quanto per come finisce la povera gallina...sic!).

A contendere il titolo a Babs ci sono i coniugi Connie (Mink Stole) e Raymond Marble (David Lochary), dediti a succhiarsi reciprocamente il pollice dei piedi, a ingravidare, con una siringa piena di sperma, innocenti ragazze catturate e incatenate, per poi rivenderne il frutto della colpa a coppie lesbiche. In particolare Raymond ha anche un'insana passione nell'esibirsi davanti a giovani studentesse munito di un collo di tacchino attaccato al pene. ( Anche se poi finirà sbeffeggiato da uno sghignazzante travestito).

Tra scatole piene di merda, divani e mobilia leccati e succhiati, incesti e perversioni varie arriviamo alla festa di compleanno di Babs in cui si realizza uno degli spettacoli più allucinanti della storia del Cinema: un contorsionista in tanga che si esibisce in una prova di karaoke con lo sfintere mentre in sottofondo "The Trashmen" cantano Surfing Bird (nella sua assurdità questa scena è un vero capolavoro!!!!). La festa si concluderà con l'intervento della polizia che però verrà massacrata e divorata dagli allegri festanti. Dal canto loro i Marble non perdono tempo e approfittando dell'assenza di Babs danno fuoco alla roulotte scatenando così le ire omicide della nostra grassa eroina che, dopo aver fatto un blow job al figlio, legherà i due malcapitati ad un albero e, dopo un processo sommario, provvederà a giustiziarli.

A questo punto, per mantenere il titolo di persona più schifosa del mondo Babs dovrà fare un gesto eclatante e disgustoso...la soluzione si presenta ai loro occhi sotto forma di un barboncino che defeca sul marciapiede davanti a loro....

...E qui assistiamo a quella famosa scena rimasta giustamente famosa in tutto il mondo per la sua schifiltosità. Ma più dell'atto in sè di cacciarsi merda fresca di cane in bocca, colpisce la naturale spontaneità del gesto con cui Divine ha definitivamente portato agli estremi la cinematografia trash diventandone un'icona assoluta .

Di Pink Flamingos si è detto tutto e di più, nonostante gli anni questo film rimane ancora insuperabile dal punto di vista dell'oltraggiosità, la colonna sonora a base di Surf e Swing tipicamente anni '50/'60 contribuisce all'atmosfera gioiosa in cui deviati e pervertiti diventano i protagonisti di un cinema al di sopra di tutte le convenzioni.

Potrete dire che "Pink Flamingos" fa schifo ma lo vedrete tutto...fino in fondo!!!

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categoria:trash movie
mercoledì, 16 novembre 2005

DOGS questo Cane Uccide! (1976)

 

Chissà se qualcuno si ricorda di questo filmaccio di Burt Brinckerhoff che alla sua uscita nei cinema ebbe un più che dignitoso successo (ma negli anni '70 qualsiasi schifezza andava bene...bei tempi), un Horror naturalistico in cui un reattore nucleare fa impazzire tutti i cani (e solo quelli) di una piccola cittadina americana. Dapprima attaccano di notte le pecore poi gradualmente, riuniti in branchi, iniziano a sterminare gli uomini culminando in un massacro generale al campus studentesco.

 

Interpretato da attori sconosciuti quali David McCallum e Sandra McCabe il film è comunque un piccolo cult da riscoprire, sia per alcune scene particolarmente efferate, sia per il più animalesco omaggio a Alfred Hitchcock nella storia della cinematografia horror, rivediamo infatti la famosa scena della doccia di Psycho  con la variante che, stavolta, l'assassino non è Norman Bates ma un ferocissimo dobermann zannuto! Esiste anche una citazione di "The Birds " con i cani che cercano di entrare nel garage dove i nostri eroi si sono rifugiati.

Era tipica degli anni '70 questa cinematografia animal horror in cui la natura si ribellava all'uomo tramite le creature ad esso più vicine, in questo caso il cane, miglior amico dell'uomo si trasforma nel suo peggior incubo, ad esso seguiranno film quali "The Pack" e "Cujo" ma se sconfiniamo nelle invasioni animalesce generiche troviamo una sconfinata cinematografia fatta di insetti, rettili, vermi e piranha da far rabbrividire. 

E' un'impresa ripescare questo piccolo cult, scordatevi il DvD, sicuramente difficile il ripescaggio su VHS anche perchè è stata una delle primissime uscite cinematografiche della GVR che oggi hanno sopratutto un valore nostalgico dei primi anni '80. 

postato da: albylupo alle ore 10:08 | Permalink | commenti (5)
categoria:animals invasion
martedì, 15 novembre 2005

Killer Klowns from Outer Space (1988)

Introdotti dalla trascinante title track dei Dickies (che avevano già regalato una punk song alla Troma con "The Toxic Avenger") i clown assassini dall'oltrespazio esplodono sullo schermo in tutta la loro delirante demenzialità. Il circo messo in piedi dai fratelli Chiodo è un vero e proprio omaggio alla sci-fi degli anni '50 con riferimenti che vanno da "L'invasione degli Ultracorpi" a "The Blob".
L'astronave che arriva dallo spazio è un gigantesco tendone circense dove i mostruosi pagliacci conservano in bozzoli di zucchero filato i malcapitati esseri umani che riescono a rapire con il poco esaltante proposito di berne il sangue da una cannuccia inserita nel bozzolo rosa.

Ma il pezzo forte di questo piccolo cult sono le mirabolanti trovate dei clowns per sterminare la razza umana come la macchina spara popcorn , il mostruoso clownzilla, guantoni da boxe che staccano la testa con un colpo oltre a tutto un campionario di scenografie ultrakitch che ogni tanto ricordano "Forbidden Planet".
I Killer clowns, in ogni caso, sono abbondantemente inquietanti, anche perchè la prima reazione degli umani al loro cospetto non è di terrore ma divertita sorpresa che si tramuta in un secondo tempo in puro orrore quando le vittime scoprono la pericolosità di questi alieni.

Divertente, ben diretto con notevoli effetti speciali (in considerazione di un budget sicuramente non elevato) e pregno di piccole idee geniali, questo B movie rappresenta appieno tutta la cinematografia horror degli anni '80 e apre nuovi percorsi per il moderno cinema delle invasioni spaziali.
 

postato da: albylupo alle ore 14:48 | Permalink | commenti (5)
categoria:horror anni 80
lunedì, 14 novembre 2005

Attack of the Killers Tomatoes (1978)

Diretto da John De Bello

Una donna guarda il foro di scarico del lavandino e grida terrorizzata: un topo? No Un Ragno? Neanche, un rosso, malefico pomodoro si agita nel lavello per poi rotolare sul pavimento in cucina, minaccioso, in direzione della sua vittima paralizzata dal terrore...

Comincia così uno dei film più deliranti della storia del cinema, nato quasi per scherzo come corto in super8, Attack è diventato in pochi anni un vero cult in America, citato in numerosissimi libri di cinema, il film fu girato con pochi mezzi, attori dementi ed effetti speciali ridicoli (enormi pomodori di cartapesta che rotolano addosso alle persone), un omaggio alla fantascienza di serie B degli anni '50 e una metafora delle paure anticomuniste dell'america perbene, il film abbozza anche un tentativo di Musical con soldati che ballano e cantano (la Title Track è favolosa). Alla sua uscita nelle sale, la pellicola ottenne anche un'insolita pubblicità gratuita fornita da un incidente di elicottero (fortunatamente senza vittime) che capitò durante le riprese e che fu inserito all'interno della storia beneficiando così di un effetto speciale aggiuntivo e casuale.

L'opera di De Bello viene citata anche nel famoso Mars Attack in cui Tim Burton prende in prestito il rimedio per distruggere i temili mostri, ovvero una canzone (in Attack i pomodori muoiono sentendo la stonatissima "Puberty Love" di Ronny Desmond uno sconosciuto bimbetto improvvisato cantante).

Attack of the Killers Tomatoes ha avuto tre seguiti "Return of the Killers Tomatoes", "Killers Tomatoes strikes back" e "Killers Tomatoes ate France" e costituisce una vera e propria saga cinematografica del trash con tanto di merchandising, riedizioni e videogames.

Purtroppo non è reperibile in italiano, ma se capite un pò l'inglese e volete passare 80 minuti ammazzandovi di risate con i vostri amici, è il film giusto per voi!

 

 

postato da: albylupo alle ore 11:33 | Permalink | commenti (1)
categoria:trash movie